Botte al padre: condannato a 2 anni
La vittima si è rifiutata di concedere soldi al figlio 39enne per l’acquisto di alcolici
VASTO. Due anni e un mese di reclusione. È la condanna inflitta dal giudice monocratico del tribunale di Vasto, Bruno Giangiacomo, ad A.M., 39 anni, di Castiglione Messer Marino accusato di maltrattamenti aggravati, ubriachezza e lesioni al padre. Per due anni, dal 2018 al 2020, il trentanovenne ha reso la vita dei genitori un inferno. Al culmine di un litigio aveva procurato al padre lesioni importanti che richiesero l'intervento dei medici ospedalieri. Il giudice ha vietato all'uomo di avvicinarsi alla casa dei genitori. Il difensore dell'imputato, l'avvocato Raffaele Giacomucci, è riuscito a ottenere le attenuanti generiche.
A maggio 2020 A.M venne arrestato con l'accusa di estorsione continuata nei confronti dei genitori sessantenni. L'uomo finì nel carcere di Vasto. A firmare l’ordinanza della misura cautelare era stata il gip Anna Rosa Capuozzo su richiesta della Procura. Per i due genitori furono momenti terribili. Erano stati loro, terrorizzati, a denunciare quello che accadeva fra le mura domestiche. Furono costretti a farlo per difendersi e per salvare il figlio sprofondato in una depressione che lo aveva trascinato nel vortice dell’alcol. Sempre più spesso l’uomo diventava estremamente irascibile e violento. Per l'accusa di estorsione A.M. venne condannato a tre anni. Giovedì si è aggiunta la pena di due anni e un mese per maltrattamenti e lesioni. Chi conosce A.M. punta il dito contro l’alcol. Ogni giorno l’uomo pretendeva dalla famiglia da 20 a 30 euro per comprare alcool e sigarette. Se i genitori, che vivono con una piccola pensione, non erano in grado di soddisfare le richieste del figlio, l’uomo cominciava a minacciarli e a picchiarli. Negli ultimi anni la situazione era peggiorata moltissimo. Non avendo più soldi da dare al figlio, i genitori vivevano ormai nel terrore. Alla fine disperati avevano deciso di chiedere aiuto i carabinieri. Questi ultimi riferirono l’inferno vissuto dalla coppia all’autorità giudiziaria. (p.c.)
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