Botte alla ex e al nuovo compagno: incursioni in casa e appostamenti

19 Aprile 2021

CHIETI . Si rifà una vita e va ad abitare con il nuovo compagno. Ma l’ex marito non accetta la fine della relazione e comincia a perseguitarla in ogni modo, addirittura con improvvise incursioni in...

CHIETI . Si rifà una vita e va ad abitare con il nuovo compagno. Ma l’ex marito non accetta la fine della relazione e comincia a perseguitarla in ogni modo, addirittura con improvvise incursioni in casa e aggressioni fisiche. M.S., 48 anni, è finito sotto processo con le accuse di atti persecutori, violazione di domicilio, lesioni personali e violazione degli obblighi di assistenza familiare: il giudice Andrea Di Berardino ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio presentata dal sostituto procuratore Marika Ponziani per i fatti avvenuti a Miglianico lo scorso anno. La prima udienza è in programma il prossimo 21 giugno.
In base alla ricostruzione dell’accusa, l’imputato ha reso un inferno la vita della moglie dalla quale si era separato con «continui pedinamenti e scenate con ingiurie». «Sei una t..., ti sei messa con una famiglia di depravati e ubriaconi», le ripeteva. L’uomo ha superato ogni limite quando si è reso protagonista di veri e propri appostamenti nei pressi dell’abitazione della ex con il chiaro obiettivo di controllare eventuali sue frequentazioni. In questo modo, è la conclusione del pm, l’imputato ha provocato alla vittima «un perdurante e giustificato stato d’ansia e di timore per la propria incolumità». L’episodio più grave è successo lo scorso 18 maggio. A ricostruire i fatti, presentando una denuncia, è stato il nipote del nuovo convivente della donna. «Ero a casa di mio zio, dove lui abita con la compagna e le due figlie di quest’ultima», ha raccontato il 42enne. «Mi stavo occupando di una riparazione elettrica. All’improvviso ho sentito un gran trambusto provenire dalla zona d’ingresso. Sono andato a verificare cosa stesse accadendo e ho visto un uomo, a me sconosciuto, e che soltanto successivamente ho saputo essere M.S., il quale ha aggredito verbalmente e fisicamente sia mio zio che la compagna. Ho provato a sedare l’aggressione, intimando a quell’uomo di uscire dall’abitazione. Di tutta risposta, M.S. mi ha colpito col gomito al fianco sinistro, facendomi sbattere con violenza alla parete alle mie spalle. Chiuso dal muro dietro di me, non potendo scappare, per paura di subire ulteriori colpi, mi sono visto costretto a reagire, e così sono riuscito a buttarlo a terra e a immobilizzarlo». Il 42enne, assistito dagli avvocati Italo Colaneri e Alessandro Mascitelli, si è costituito parte civile e chiede 5mila euro di risarcimento. (g.let.)
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