Botte e insulti ai carabinieri: arrestato un barista

26 Febbraio 2020

CHIETI. Quando i carabinieri si sono avvicinati per chiedergli i documenti, lui è andato in escandescenza. Senza un perché, ha iniziato a insultarli e a picchiarli. Renzo Stefano Gagliardi, barista...

CHIETI. Quando i carabinieri si sono avvicinati per chiedergli i documenti, lui è andato in escandescenza. Senza un perché, ha iniziato a insultarli e a picchiarli. Renzo Stefano Gagliardi, barista di 31 anni, è stato arrestato dai militari del nucleo operativo e radiomobile di Chieti con le accuse di resistenza, violenza, minaccia e oltraggio a pubblico ufficiale. L’episodio è avvenuto la scorsa notte, a Francavilla, intorno alle 2.
Una pattuglia dell’Arma nota tre giovani, all’altezza di via Scarfoglio, mentre chiacchierano in strada. I militari decidono di identificarli: due di loro consegnano i documenti; Gagliardi invece, che ha una vistosa ferita al volto, in un primo momento si rifiuta di dare le generalità. Poi, comincia a innervosirsi e a bestemmiare. Non contento, in evidente stato di alterazione, il 31enne prova ad allontanarsi dal luogo del controllo. Una volta bloccato, l’indagato strattona con forza i militari, ne fa cadere uno e insulta entrambi in tutti i modi: «Io sto sotto casa, voi non siete nessuno per chiedermi come mi chiamo, andate via, non mi dovete rompere il c...». A questo punto, i due amici e i genitori, che abitano a poca distanza e scendono in strada svegliati dal trambusto, tentano di farlo smettere. Ma il barista non vuole sentire ragioni: con un braccio si attacca a una ringhiera e con l’altro continua a spintonare gli uomini dell’Arma. Solo dopo diverso tempo, i carabinieri del maggiore Massimo Capobianco e della tenente Maria Di Lena riescono a immobilizzarlo e arrestarlo. Uno dei militari, che resta ferito a una mano, è costretto a farsi medicare in pronto soccorso (5 giorni di prognosi). Dopo una notte trascorsa ai domiciliari su disposizione del pm Marika Ponziani, l’arrestato patteggia 4 mesi e 20 giorni di reclusione (pena sospesa) davanti al giudice Chiara Di Gerio (pm d’aula Natascia Troiano) e torna in libertà. (g.let.)