Botte e insulti alla compagna, a processo

21 Febbraio 2018

Giudizio immediato per il 47enne arrestato nel luglio scorso: la donna era finita in ospedale con traumi ed ematomi

VASTO. Maltrattamenti in famiglia, gravi lesioni personali e insulti davanti ai figli. Comincia oggi, davanti al giudice Fabrizio Pasquale, il processo a Giacomo Sarra, 47enne di origini pugliesi, residente a Vasto. L’uomo finì in manette nel luglio scorso per aver picchiato selvaggiamente e insultato davanti ai figli minori la compagna. Un inferno quello vissuto a lungo dalla donna e finito al Pronto soccorso del San Pio con una frattura al braccio e diversi ematomi su volto, mani, testa e torace. Ed è stato proprio il ricovero in ospedale a dare una svolta alla delicata attività investigativa, eseguita dai carabinieri, sul menage della coppia. I risultati hanno portato all’arresto di Sarra. A difendere l’imputato oggi -il gip Caterina Salusti ha deciso per il giudizio immediato- sono gli avvocati Walter Pracilio e Raffaele Giacomucci. La vicenda è una triste storia di violenza fra le mura domestiche. L’ultima aggressione è avvenuta il 30 giugno scorso. I.C., la compagna di Sarra, si era presentata al Pronto soccorso con vistose lesioni su tutto il corpo e aveva chiesto aiuto agli operatori. I medici avevano subito compreso la natura di quelle ferite e richiesto l’intervento dei carabinieri. Troppo evidenti i segni di un violento pestaggio. Raggiunto il San Pio, i carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Vasto erano rimasti senza parole davanti a quel corpo e a quel viso martoriati. Nel capo di imputazione è riportato il referto: trauma cranio facciale, ematomi, trauma ad una mano, contusioni alla spalla e all’omero, un tappeto di ferite e un grave stato ansioso. La donna aveva vistose ecchimosi sul volto, su entrambi le mani, sul torace e sulla testa e la frattura di un braccio. La poveretta era terrorizzata, tremava. Attivate con grande discrezione le indagini ed estese al contesto sociale in cui la donna viveva con Sarra e con i cinque figli, tutti minorenni, ne è venuto fuori un inquietante quadro di maltrattamenti e vessazioni che l’uomo, a detta dell’accusa, avrebbe inflitto alla compagna per lungo tempo, tanto da aver provocato nella poveretta un continuo stato di terrore e prostrazione. I carabinieri hanno anche accertato che Sarra dava spesso in escandescenze e si sfogava provocando danni anche ad alcuni esercizi pubblici vicini alla sua abitazione. La ricostruzione del drammatico menage era tata fatta in un’ampia informativa consegnata in Procura. Il procuratore capo Giampiero Di Florio, condividendo i risultati delle indagini, aveva richiesto con urgenza e ottenuto, dal gip, la misura cautelare più severa, quella del carcere.
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