Botte e minacce al padre infortunato

Lo aggredisce per farsi consegnare 500 euro: 15enne finisce in una comunità per minori per maltrattamenti ed estorsione
VASTO. Minacce al padre infortunato, aggressioni e insulti al genitore per obbligarlo a consegnargli 500 euro. È una storia di prepotenze e abusi quella che ha per protagonista un quindicenne di Vasto, finito in una comunità per minori indicata dal Centro per la Giustizia minorile. L’ordinanza della misura cautelare, firmata dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale per i minori dell’Aquila, è stata eseguita ieri dagli agenti del commissariato di Vasto. A carico del quindicenne pendono le accuse di maltrattamenti in famiglia ed estorsione.
«Il ragazzo negli ultimi due mesi, in diverse occasioni, ha minacciato e aggredito il padre, approfittando della condizione di disagio fisico di questi, dovuta ad un infortunio. Con la forza è riuscito ad estorcere al genitore quasi 500 euro», racconta il dirigente del commissariato, Alessandro Di Blasio, che ha condotto le indagini. La vita del povero padre era diventata un inferno. Stando a quanto appurato dalla polizia nel corso di lunghe e delicate indagini, il figlio sottoponeva l’uomo a continui soprusi fisici e verbali. «Lo insultava e minacciava ripetutamente», spiegano dal commissariato di polizia, «non solo. Spesso ospitava a casa, contro la volontà del genitore, alcuni suoi amici dediti all’uso di alcol e sostanze stupefacenti».
Il ragazzo era già noto alle forze dell'ordine per una vicenda avvenuta due mesi fa sulla riviera vastese. «Ad ottobre», ricostruisce il precedente il vice questore Di Blasio, «dopo aver arrecato disturbo all’interno di una discoteca di Vasto, il quindicenne si è scagliato contro gli addetti alla sicurezza del locale e contro gli operatori della Volante, intervenuti sul posto su richiesta dei clienti. In conseguenza di questo comportamento il ragazzino era stato deferito alla Procura della Repubblica per i minori dell’Aquila per i reati di oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale».
L’aver avuto a che fare con le forze dell’ordine e la giustizia, però, non è bastato a rendere più tranquillo l’adolescente. Al contrario, a detta degli investigatori, la sua aggressività è cresciuta. A farne le spese è stato, questa volta, il padre, distrutto fisicamente ma anche psicologicamente. Dopo aver valutato attentamente quanto riportato nel lungo e dettagliato rapporto della polizia, la magistratura ha deciso che era arrivato il momento di prendere adeguati provvedimenti. Per questi motivi il Gip aquilano ha emesso a carico del giovane l’ordinanza di applicazione della misura del collocamento in una comunità, individuata dal Centro per la Giustizia minorile. Il ragazzo è stato trasferito nel centro di recupero dalla polizia. (p.c.)
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