Botte e minacce alla moglie Condannato marito 33enne

29 Marzo 2019

LANCIANO . Picchiò e minacciò di morte la moglie ma non tentò di violentarla. È quanto stabilito dal tribunale collegiale – giudici Andrea Belli, Giovanni Nappi e Stefania Cantelmi – nei confronti di...

LANCIANO . Picchiò e minacciò di morte la moglie ma non tentò di violentarla. È quanto stabilito dal tribunale collegiale – giudici Andrea Belli, Giovanni Nappi e Stefania Cantelmi – nei confronti di D.L.G., 33enne residente di un paese sangrino, accusato di lesioni aggravate e tentata violenza sessuale verso quella che è ormai la ex moglie. I giudici lo hanno infatti assolto dalla tentata violenza e condannato per le lesioni a sei mesi di reclusione, pena sospesa.
Secondo l’accusa l’uomo l’8 settembre 2015 sarebbe andato su tutte le furie e avrebbe sfogato la sua rabbia contro la moglie 25enne. L’avrebbe aggredita, afferrata per il collo, presa per un braccio, strattonata, schiaffeggiata. Il tutto tra minacce di morte: «Ti uccido, ti ficco il coltello in gola». Poi l’uomo avrebbe cercato di violentare la moglie. «Ti faccio vedere io», le diceva mentre cercava di svestirla. Ma la donna riuscì a fuggire e a rinchiudersi in camere da letto. L’ex maritò la inseguì le lanciò contro un flacone di lacca che la colpì, ma non riuscì a entrare in camera. Botte e tentativo di violenza che sarebbero accaduti mentre la donna aveva in braccio la figlia che aveva due anni.
Gli schiaffi, gli strattoni le avrebbero procurato lesioni, nello specifico escoriazioni multiple giudicate guaribili in quattro giorni. È stato presentato anche il referto medico delle lesioni durante il processo in cui non sarebbe emerso nessun tentativo di violenza da parte dell’uomo, rappresentato dall’avvocato Tommaso Troilo. Da qui l’assoluzione decisa dai giudici per questo reato mentre è arrivata la condanna a sei mesi di reclusione, pena sospesa, per le lesioni. Sentenza che l’avvocato Troilo ha intenzione di appellare. (t.d.r.)
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