Botte e minacce alla moglie Confermati 2 anni in appello
LANCIANO. La Corte d’appello dell’Aquila ha confermato la pena a due anni e due mesi di reclusione inflitti in primo grado, con rito abbreviato, a G.R., 49 anni, accusato di maltrattamenti e atti...
LANCIANO. La Corte d’appello dell’Aquila ha confermato la pena a due anni e due mesi di reclusione inflitti in primo grado, con rito abbreviato, a G.R., 49 anni, accusato di maltrattamenti e atti persecutori nei confronti della ex moglie (le iniziali sono per tutelare la vittima). L’uomo fu arrestato dalla polizia di Lanciano per aver sottoposto la donna, dal 2011 al 2016, a continue vessazioni fisiche e psicologiche, ingiurie e minacce di morte. Minacce quanto mai veritiere visto che in auto girava con un martello pronto ad essere usato contro la moglie se l’avesse scoperta in compagnia del presunto amante. Era accecato dalla gelosia, dalla paura di essere tradito ed era arrivato anche a dire che uno dei figli non era il suo. La donna (rappresentata dall’avvocato Maria Ida Troilo), stanca delle violenze, si era decisa a lasciarlo. Ma, quando ha avviato le pratiche per la separazione, ai maltrattamenti si sono aggiunti gli atti persecutori: pedinamenti, sms, minacce telefoniche. L’uomo si è sempre professato innocente, ma in primo grado è stato condannato a 2 anni e 2 mesi con obbligo di dimora fuori dall’Abruzzo. In appello la corte ha confermato la pena e rigettato la revoca dell’obbligo di dimora: deve restare lontano da ex moglie e figli. (t.d.r.)

