Botte e minacce alle mogli, due condanne

Uno perseguita la ex e l’amante: patteggia tre anni. L’altro esce dal carcere e la picchia: condannato a due
LANCIANO. Per anni hanno maltrattato e perseguitato le proprie compagne. Adesso arrivano le condanne, a tre e due anni, per due mariti violenti.
Acido per moglie e amante. La prima, emessa dal gip Marina Valente, è il patteggiamento a tre anni di reclusione per Luca De Fabritiis, 39 anni, di Treglio, arrestato lo scorso febbraio per maltrattamenti in famiglia, violazione degli obblighi di assistenza familiare e atti persecutori nei confronti dell’ex moglie e dell’amante. L’uomo aveva tenuto un piede in due scarpe ma alla fine, mollato sia dalla moglie che dall’altra, aveva iniziato a perseguitare entrambe. Assistito dall’avvocato Luigi Fattore, il 39enne ha scelto di patteggiare la pena. L’ex moglie si è anche costituita parte civile. Palesi gli sms e i messaggi violenti inviati dall’uomo alla ex moglie, che, come spiegato dal legale, erano stati dettati dal fatto che, dopo la separazione consensuale, la donna non voleva fargli vedere i tre figli. De Fabritiis ha sempre negato sei anni di maltrattamenti, umiliazioni e spesso anche di botte, come denunciato dalla donna e accertato dalle indagini. Certo l’unione non era idilliaca, tanto che anche le famiglie la osteggiavano (per questo avrebbe minacciato di pestare il suocero), ma a dimostrazione che il legame persisteva è stata la nascita, in questo periodo, del quarto figlio. Per questo “doppio gioco” la nuova compagna lo aveva lasciato. Mollato da entrambe, per l’accusa il 39enne avrebbe, da agosto 2016 a gennaio 2017, perseguitato sia la ex moglie che l’amante, minacciandole di morte e di usare l’acido contro di loro. Da qui l’arresto (tutt’ora è ai domiciliari) e, adesso, la condanna a tre anni.
Botte dopo il carcere. Altri due anni di reclusione e il pagamento di una provvisionale di 10.000 euro alla moglie è, invece, la pena inflitta dal giudice Andrea Belli a Umberto Di Marco, 55anni, di Castel Frentano, accusato di stalking verso la moglie. È la seconda condanna per l’uomo a cui, nel febbraio 2015, erano stati inflitti, con rito abbreviato, due anni e 8 mesi di reclusione, diventati poi due anni e 2 mesi in appello per maltrattamenti in famiglia, ingiurie, lesioni personali aggravate nei confronti della donna. Una volta uscito di prigione è però tornato a casa, non avendo un posto dove andare, e ha ricominciato a perseguitare la moglie, rappresentata in aula dall’avvocato Errico Sacco. Dopo un tentativo di aggressione l’8 settembre 2016 la moglie, con l’aiuto dei carabinieri, lo ha cacciato di casa. Da qui l’inizio di appostamenti e telefonate continue per tornare a casa. Il 21 novembre 2016 avrebbe anche preso a pugni la porta di casa per rientrare, tanto che la donna ha dovuto chiamare di nuovo i carabinieri. Tanti gli episodi segnalati dalla moglie e confermati dalle indagini che hanno portato prima all’arresto di Di Marco, il 29 dicembre 2016, e poi al processo con la condanna a due anni di reclusione, con danni liquidati con una provvisionale di 10.000 euro ed il resto da definire in sede civile. L’avvocato, nel costituirsi parte civile, aveva chiesto un risarcimento di 500.000 euro.
Teresa Di Rocco
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