Botte e minacce per una casa: il giudice condanna dodici rom

Pene tra 4 e 9 mesi per i componenti della famiglia Guarnieri che si picchiarono la scorsa estate La procura aveva chiesto 2 anni di reclusione per tutti, ora i difensori valutano il ricorso in appello
LANCIANO. Dodici condanne dai 4 ai 9 mesi di reclusione per i membri di due rami della famiglia Guarnieri protagonisti della rissa avvenuta il 26 giugno 2020 nel quartiere Santa Rita. Le ha decise il giudice per le udienze preliminari Giovanni Nappi nel procedimento con rito abbreviato chiuso ieri. Gli imputati hanno risposto, a vario titolo, di rissa aggravata in concorso e lesioni, risultando parti offese e lese allo stesso tempo.
LE CONDANNE
Le due opposte fazioni della stessa famiglia rom hanno ricevuto condanne più lievi, e ridotte di un terzo per la scelta del rito, rispetto alle richieste del pubblico ministero Francesco Carusi, che al giudice Nappi aveva chiesto due anni di reclusione per ogni imputato. Per la prima fazione, rappresentata dall’avvocato Vincenzo Menicucci, Gaetano Guarnieri, 39 anni, Fabrizio Guarnieri, 35 anni, il genero Sergio Di Rocco, 43 anni, e Fioravante Di Rocco, 20 anni, sono stati condannati a 8 mesi di reclusione ciascuno. Per l’altra fazione, difesa dai legali Gaetano e Maria Rosaria Pedullà, Sante Guarnieri, 25 anni è stato condannato a 9 mesi e 10 giorni di reclusione; Kevin Guarnieri, 23 anni, a 8 mesi di reclusione; Gaetano Guarnieri, 62 anni, il genero Enzo Manzi, 45 anni, Demis Manzi, 23 anni, Federico Cervelli, 22 a 7 mesi e 10 giorni di reclusione ciascuno. Addolorata Guarnieri, 44 anni, e Laura Manzi, 21 anni, sono state condannate a 4 mesi di reclusione ognuna. Pene sospese per Laura Manzi, Federico Cervelli, Demis Manzi, Kevin Guarnieri e Fioravante Di Rocco. Dopo la lettura delle motivazioni della sentenza, i difensori degli imputati potrebbero anche fare ricorso in appello. È stata stralciata la posizione stralciata del capofamiglia della prima fazione, Angelo Guarnieri, 63 anni, che, in una precedente udienza, è stato ammesso allo svolgimento dei lavori socialmente utili che sta facendo alla mensa dei poveri (se non ci saranno problemi, il reato per lui sarà estinto).
LA RISSA
A scatenare la violenta lite tra i membri della famiglia un appartamento Ater conteso tra due cugini in via Sigismondi nel rione Santa Rita. Come ricostruito dalla polizia la sera del 26 giugno 2020, le due fazioni si sono sfidate tra loro, provocandosi con minacce e agguati, spostandosi all’interno del popoloso quartiere e creando il panico tra i residenti. Dagli insulti poi sono passati alle mani: calci, pugni pure con l’uso di armi improprie: bastoni, stampelle, la cassetta per le lettere, crick, spranghe e bottiglie, tutti sequestrati dalla polizia, e per i quali il giudice Nappi ha chiesto ieri confisca e distruzione. Nella rissa poi furono feriti in 6, con prognosi da 5 a 30 giorni (da qui le lesioni contestate) anche a causa delle armi improprie usate. (t.d.r.)

