Botte e sevizie ai coniugi Sconto di pena ai banditi

25 Giugno 2019

Accolta la richiesta di rito abbreviato per i sette romeni accusati della rapina  Il 30 settembre prima sentenza sulla notte di violenza che ha sconvolto l’Italia

LANCIANO. Sconto di piena in vista per il commando di rapinatori che ha assaltato la villa dei coniugi Carlo Martelli e Niva Bazzan, il 23 settembre 2018, pestandoli a sangue e tagliando un orecchio alla donna. Ieri mattina, nel processo in camera di consiglio, il giudice per le udienze preliminari Giovanni Nappi ha accolto il rito abbreviato chiesto dagli avvocati dei 7 imputati. Significa che, in caso di condanna, la pena verrà ridotta di un terzo. In altre parole: la condanna non potrà essere superiore ai 13 anni di carcere per ogni bandito, considerando che le accuse contestate (rapina pluriaggravata, lesioni gravissime, sequestro di persona e porto abusivo di arma) prevedono al massimo 20 anni.
Alla sbarra in un tribunale blindato – con schieramento di polizia e carabinieri, strade chiuse alla circolazione e alla sosta – gli imputati sono arrivati con diversi furgoni e fatti entrare dall’ingresso sotterraneo, lontano da occhi indiscreti. I fratelli Ion Cosmin e Costantin Aurel Turlica, Alexandru Bogadan Colteanu, il braccio violento della gang, George Ghiviziu (assenti Marius Adrian Martin, Ruset Aurel e Jakota) sono rimasti mezz’ora in aula. Il tempo necessario al giudice Nappi per accogliere le richieste di rito abbreviato, ascoltare un teste e rinviare all’udienza del 30 settembre, giorno in cui ci saranno le richieste di condanna della Procura, le discussioni dei legali e la sentenza. Il teste ascoltato dal giudice è la compagna di Gheorghe Traian Jacota, 48 anni, accusato invece di favoreggiamento, nonché madre di Ghiviziu. «La donna ha ribadito l’estraneità del compagno alla rapina», dice l’avvocato Vincenzo Menicucci, «l’uomo stava solo accompagnando Ghiviziu dalla madre ignorando cosa fosse accaduto quando fu arrestato. Infatti poi fu subito scarcerato». Gli avvocati Paolo e Nicola Sisti, che difendono Ghiviziu, Roberto Crognale che rappresenta i fratelli Turlica, Andrea D’Alessandro che assiste Martin hanno invece ribadito che l’accusa è la stessa per tutti, ma i ruoli sono diversi. «Valuteremo gli atti del fascicolo», dice l’avvocato Paolo Sisti, «e differenzieremo le posizioni. Non tutti sono entrati in casa, non tutti hanno le stesse responsabilità». Per la Procura, Martin sarebbe il capo banda: con i suoi 34 anni, d’altronde, era il più anziano del commando. Gli stessi Turlica, Ruset e Ghiviziu lo avevano indicato come capo, mentre Colteanu era il più violento, e Ion Turlica e Ghiviziu erano i pali. «Martin ha sempre ribadito di non essere il capo», dice l’avvocato D’Alessandro, «a Brescia era andato per fare dei vaccini, infatti ho consegnato al giudice Nappi documenti che lo attestano». Poi però è fuggito in Romania, dove è stato catturato. Ora la parola passa al giudice.
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