Brucia la macchina, condannato

San Vito, pena di un anno per un 39enne che ha provocato ustioni a un carabiniere
SAN VITO CHIETINO. Un anno di reclusione, con rito abbreviato, per resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento seguito da incendio. È questa la condanna inflitta ad Alfonso Palermo, 39 anni di San Vito Chietino dal giudice per le udienze preliminari Marina Valente.
L’uomo, rappresentato dall’avvocato Paolo Di Ienno, si trova ai domiciliari dall’arresto avvenuto il 10 agosto scorso. Quel giorno, secondo quanto ricostruito dai carabinieri della stazione sanvitese e sostenuto in aula dal sostituto procuratore Serena Rossi, i militari stavano facendo dei controlli in piazza Garibaldi quando hanno notato una Lancia K grigia priva di assicurazione. Hanno rintracciato il proprietario, l’imputato, che però si è opposto al sequestro del mezzo. All’improvviso, poi, Palermo ha tirato fuori l’accendino e ha dato fuoco ai sedili della sua auto per tentare di fermare il sequestro amministrativo della sua macchina. Il vice brigadiere in servizio, alla vista del fuoco, ha subito preso l’estintore dell’auto di pattuglia per spegnere le fiamme, ma si è ustionato tre dita della mano destra e ha riportato una prognosi di 8 giorni. Allora, è scattato l’arresto per resistenza e danneggiamento seguito da incendio, convalidato poi dal giudice Massimo Canosa. Ora, al processo con rito abbreviato, è arrivata la condanna a un anno di reclusione.
Sono sempre molte le auto senza assicurazione, circa un centinaio tra Lanciano e San visto sono scovate ogni anno dalla polizia municipale e dai carabinieri. Colpa della crisi – per molti l’assicurazione è una spesa notevole – ma è una mancanza che crea problemi sia per chi gira senza assicurazione che per gli altri utenti della strada, soprattutto in caso di incidenti.
Teresa Di Rocco
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