Brucia rami e incendia il bosco

San Buono. La Forestale scova e denuncia l’uomo che ha dato fuoco ai resti delle potature
SAN BUONO. Rischia da uno a cinque anni di carcere l’uomo che accendendo i resti delle potature ha provocato l’incendio di un bosco in località Guardiola, alla periferia del paese. Gli uomini del Corpo forestale dello Stato lo hanno identificato grazie al percorso seguito dal fuoco. Un modello investigativo denominato “metodo delle evidenze fisiche”. L’autore del gesto è accusato di incendio colposo di un luogo ritenuto patrimonio naturale estremamente pregiato: un bosco ad alto fusto di querce.
Il rogo si è sviluppato lo scorso 16 aprile. «Gli uomini del comando stazione di Gissi del Corpo forestale dello Stato hanno svolto lunghe e delicate indagini per risalire alle cause del rogo ed ai suoi autori», spiega in una nota la Forestale. «Gli agenti hanno accertato che la scintilla è partita da un accumulo di ramaglie», annota il comandante provinciale della Forestale, Livia Mattei.
Le fiamme sono state domate da una squadra del gruppo comunale di Protezione civile di San Buono. Il loro intervento ha evitato guai maggiori. Il giorno dopo, gli agenti sono tornati sul posto e impiegando il metodo delle evidenze fisiche (Mef), sono riusciti ad individuare l’area e il punto da cui era partito l’incendio.
«In sostanza», spiega Livia Mattei, «è stata perlustrata l’intera superficie percorsa dal fuoco. La scia e le tracce sulla vegetazione hanno indicato il passaggio delle fiamme. L’area è stata poi sottoposta ad una complessa attività di analisi e accertamenti».
La Forestale è riuscita a risalire al punto esatto di origine delle fiamme. Il quel punto c’erano ancora i segni delle ramaglie bruciate ed altri scarti vegetali, accumulati dopo un taglio boschivo. «Abbiamo quindi appurato che il responsabile dell’incendio era la stessa persona che aveva effettuato il taglio boschivo. L’uomo è stato quindi denunciato alla Procura della Repubblica di Vasto per incendio boschivo colposo», annota il comandante provinciale della Forestale.
Gli agenti gli hanno contestato anche diverse sanzioni amministrative in materia di polizia forestale. Le forze dell’ordine hanno deciso di adottare il pugno di ferro con chi per superficialità e distrazione provoca incendi. «L’incendio di residui vegetali costituisce, purtroppo, nel Chietino, la prima causa di incendi boschivi colposi», sottolinea Livia Mattei. «Il mancato rispetto delle regole e dei divieti previsti dalla normativa in materia, cui conseguono salatissime sanzioni, spesso si traduce nella distruzione di interi boschi, oltre che in un concreto pericolo per la popolazione dei luoghi colpiti».
Da qui la decisione di comminare sanzioni e pene severe ai trasgressori. (p.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

