Buba e Babu Carr, da profughi a calciatori

24 Agosto 2016

Due giovani gambiesi, ospiti di Villa Elce, arruolati nelle fila della Marcianese da Marongiu e Laccisaglia

LANCIANO. Corrono su un campo di calcio, assieme ai compagni della squadra di Marcianese Buba Carr e Babu Carr Jorbateh, due ragazzi del Gambia arrivati venerdì scorso a Lanciano.

I due sono ospitati assieme ad altri 11 immigrati, provenienti da Gambia, Bangladesh e Costa d'Avorio nel centro di accoglienza privato a Villa Elce. Una struttura oggetto di critiche da parte dei residenti della zona perché considerata, assieme al luogo in cui è posta ovvero accanto ad una trafficata strada provinciale e lontana 7 chilometri dal centro città mal collegato, inadatta all’accoglienza dei profughi.

Che dovevano essere piccoli nuclei famigliari. Invece venerdì nel centro sono arrivati, scortati dalla polizia in borghese 13 migranti, tutti uomini. Pochi giorni per ambientarsi, ma, come spesso accade, è stato un pallone a creare rapporti e a far nascere amicizie. Così, quando lunedì mattina sono arrivati nel centro di accoglienza il presidente del consiglio comunale Leo Marongiu e il consigliere Pd Angelo Laccisaglia quel pallone è diventato l’appiglio per un saluto, uno scambio di battute.

«Si parlava del più e del meno con alcuni ragazzi» racconta Laccisaglia «del loro viaggio su barconi via mare. Poi uno di loro si è avvicinato e ha chiesto se poteva giocare a calcio. Per una strana coincidenza nel pomeriggio iniziava la preparazione della Marcianese(squadra in 1° categoria e 1° squadra cittadina, ndc) così Buba Carr e Babu Carr Jorbateh si sono ritrovati sorridenti su un campo da calcio». Il passaggio in auto a Lanciano lo ha dato lo stesso consigliere, dai ragazzi della Marcianese sono arrivate divise, scarpette e sorrisi.

«Bisogna essere disposti all’accoglienza» commenta Laccisaglia «per questi due ragazzi si è iniziato da una palla e un campo da gioco, dalle traduzioni in inglese delle indicazioni di mister Bucci da parte dei compagni. Ci sono tante associazioni in città che possono fare lo stesso con gli altri ragazzi ospitati, per una vera integrazione». Che secondo il comitato Villa Elce Unita è difficile da realizzare. Il comitato si era mobilitato per protestare contro l'arrivo degli immigrati in una struttura e in un luogo non adatto all’integrazione. Ha chiesto al Comune un piano per l’accoglienza che non c'è ancora. Un campo e una palla sono un inizio di integrazione, ma serve altro. (t.d.r.)