Bucano il muro e rubano i soldi alle Poste

14 Febbraio 2018

I ladri entrano da locale adiacente. Svuotato il bancomat con 16mila euro. Poi la fuga con il Fiorino di un residente

SANTA MARIA IMBARO. È di circa 16.000 euro il bottino del colpo messo a segno all’ufficio postale di via Piane. La notte scorsa in quattro, a volto coperto, si sono introdotti nei locali dopo aver sfondato la parete di uno studio medico confinante con le Poste. Disattivati gli allarmi, hanno rubato i cassetti del bancomat. Questa volta lo sportello automatico non è stato fatto saltare in aria. È stato aperto con una mola, come una scatola di tonno, per portare via i cassetti contenenti le banconote. I banditi sono fuggiti su un Fiat Fiorino rubato a un residente. Ad accorgersi che qualcosa non andava, ieri mattina, è stata una vigilessa. Alle 7,30 l’agente si dirige sul retro del municipio per prendere l’auto di servizio e seguire lo scuolabus che trasporta gli alunni. Il cancello grigio è chiuso, ma non riesce ad aprirlo col telecomando. Scende e lo apre a mano. Appena dentro nota che anche il cancello verde a sinistra del parcheggio, chiuso di solito con il lucchetto, è invece aperto. Va verso il Comune e nota che la porta è stata forzata. Chiama il sindaco Mariella Di Nunzio e avvisa la direttrice dell’ufficio postale Rita De Fabritiis, che stava aprendo l’ufficio, di fare attenzione. La direttrice prova ad aprire la porta e nota che l’allarme non è inserito. Chiude e attende l’arrivo dei carabinieri. Sul posto arrivano i militari della stazione di Fossacesia e della compagnia di Ortona, diretta dal maggiore Roberto Ragucci. Secondo una prima ricostruzione, i ladri entrano in azione attorno alle 4. Vanno sul retro del Comune dopo aver aperto due cancelli. Si dirigono nell’unica stanza del municipio a non avere l’allarme. È quella concessa a un medico di base. La stanza è adiacente al magazzino dell’ufficio postale. La porta dello studio medico è a vetro e la aprono senza fatica con un piede di porco. Una volta dentro, trapano e martelli alla mano, bucano il muro. Entrano così nell’ufficio postale e staccano subito telecamere e allarmi. Le ultime immagini immortalano tre banditi a volto coperto e con i guanti che entrano nell’ufficio. Poi il buio. I tre, con un quarto complice a fare da palo, superano un piccolo corridoio e arrivano nella stanza dove c’è il bancomat. Con la mola aprono l’armadio blindato contenente i cassetti con i soldi, che portano via nonostante da questi coli del liquido blu. È il macchiatore che rende inutilizzabili le banconote. Escono dalla porta antipanico dell’ufficio e si dirigono sul retro dove c’è il complice ad attenderli a bordo di un Fiorino rubato a un residente. Prima i ladri avrebbero tentato di rubare un’auto comunale -trovata aperta la serranda del garage del municipio- e non riuscendoci hanno preso il Fiorino dopo averlo vuotato. C’erano infatti cassette contenenti tute da lavoro e attrezzi usati dal proprietario per andare in campagna. Abiti acquisiti dai carabinieri per trovare qualche impronta o indizio che possa far luce sul colpo, simile a quello messo a segno il 20 novembre scorso a San Vito. Allora finti imbianchini avevano rapinato l’ufficio postale della Marina dove erano entrati dopo aver fatto un buco nel muro da un locale caldaia adiacente l’ufficio.
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