Buoni pasto e scuolabus «La spesa è raddoppiata»

Il caso di una famiglia monoreddito per un figlio con un solo rientro a settimana «Tartassati anche sui trasporti. E negli istituti chiedono carta igienica e sapone»
LANCIANO. Costa tanto avere un figlio a scuola. Ma non solo alle superiori, dove la spesa per libri di testo e dizionari incide pesantemente sul bilancio famigliare, ma anche per i bambini delle scuole primarie. Conti alla mano, una famiglia della periferia lancianese che ha deciso di restare anonima ha calcolato che, per far mangiare il bambino una sola volta a settimana per il rientro pomeridiano previsto dalla scuola di appartenenza, spende quasi il doppio rispetto allo scorso anno.
«Prima avevamo un blocchetto da 25 euro che durava 3-4 mesi», spiega la mamma, «da quello che ci risulta il Comune compartecipava al 50% delle spese per la ristorazione scolastica. Adesso sono state introdotte le 14 fasce di reddito: noi, famiglia monoreddito, siamo nella cosiddetta fascia media, quella che va dai 20 ai 25mila euro. Da tabella fornita dal Comune dobbiamo partecipare per il 75% alla quota tariffaria».
Il prezzo di un pasto giornaliero è quindi passato da 1,80 centesimi a 3,45 euro. «Che cos’è cambiato?», si chiede il papà, «ho chiesto in Comune se mio figlio venisse portato al ristorante e invece sono sempre gli stessi pasti e sempre lo stesso servizio». «Non oso immaginare se ci fossero stati più rientri settimanali o se il bambino avesse dovuto mangiare tutti i giorni a scuola», commenta la mamma amareggiata, «a quel punto non so se avremmo potuto permettercelo. Senza contare il trasporto scolastico».
Chi non può accompagnare i bambini a scuola si deve servire infatti dello scuolabus comunale. E le tariffe sono le stesse di quelle della mensa divise per fascia di reddito. Si va dall’esenzione, per redditi fino a 2mila euro l’anno, a 0,46 euro al giorno per redditi da 2mila a 3mila euro, fino a 4,60 euro al giorno (100% della tariffa a carico delle famiglie) per chi supera i 70mila euro annui.
Ma non basta. Per le elementari oltre a grembiulini, cartelle, astucci, quaderni e cancelleria, in diversi istituti i libri per l’inglese non sono gratuiti come il resto dei libri di testo. Alle famiglie viene chiesta anche una somma per partecipare alle spese per carta igienica, sapone, fotocopie. Ed è a carico delle famiglie anche l’affitto delle Lim, le lavagne interattive multimediali, prese in comodato d’uso ogni anno e pagate 35-40 euro a famiglia.
Daria De Laurentiis
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