Buracchio: «Parlo con tutti E anche con D’Alfonso»

12 Ottobre 2017

L’ex sindaco Udc torna protagonista delle alleanze: è conteso da Pd e centrodestra «L’importante è risolvere i problemi. Di Primio alla Regione? Lo vedo bene»

CHIETI. «Io sono un moderato e colloquio con tutti, destra e sinistra, sopra e sotto, e lo faccio soltanto per la soluzione di un problema e non per trasversalismo». Andrea Buracchio, coordinatore provinciale dell’Udc, torna improvvisamente protagonista della politica cittadina. Il Pd guarda all’Udc per costruire un’allenza anti-destra e, due giorni fa, il governatore Pd Luciano D’Alfonso in un incontro ufficiale ha citato proprio l’ex sindaco in merito al finanziamento da 600 mila euro per i lavori in via Piaggio: «Mi ha scritto una bella lettera per sollecitare i lavori», ha detto D'Alfonso lasciando intendere che un contatto c’è.
Buracchio, adesso la cercano tutti: che succede?
«Il presidente ha riportato la cronaca dei fatti: io gli ho sottoposto la questione di via Piaggio che mi era stata riferita dagli operatori economici. Mi sono permesso di sollecitare il governatore perché il Consorzio industriale è in liquidazione e la Regione è competente».
Sì, ma D’Alfonso ha sottolineato il suo ruolo: sicuro che non c’è niente sotto?
«L’appartenenza politica non mi interessa: io voglio accendere i riflettori sui problemi della città per far convergere le attenzioni e realizzare le opere. Così ho fatto per via Piaggio e voglio farlo anche per i nostri siti archeologici che devono essere utilizzati meglio per alimentare il turismo: sono pronto a incontrare la nuova soprintendente. E poi ho incontrato anche il nuovo rettore Sergio Caputi: mi ha annunciato che l’università d’Annunzio potrebbe aprire un corso di laurea, il Dams, all’ex Bucciante: sarebbe importante per rivitalizzare la città. E poi un imprenditore mi ha sottoposto ancora l’annoso problema del ponte via Custoza: gli ho risposto che ci tornerò sopra cercando di sensibilizzare quelli che possono intervenire».
Ha sentito D’Alfonso?
«L’ho ringraziato perché si è impegnato per la soluzione del problema che gli ho sottoposto insieme a operatori e cittadini».
Intanto, a Chieti la politica è in movimento: Di Primio ha perso due consiglieri. Cosa ne pensa?
«Fa parte del fisiologico confronto politico di una maggioranza. Di certo, la maggioranza resta coesa e unita. E poi il programma di fine legislatura prevede tante iniziative per completare gli obiettivi stabiliti all’inizio del mandato».
E lei nella nuova geografia politica come si colloca?
«Io mi colloco come prima. Sgomberiamo il terreno da qualsiasi sospetto e da qualsiasi strategia: non c’è nessun piano. Il mio impegno non va travisato: io mi rivolgo alle istituzioni, di destra e sinistra, al di là del colore politico, per far crescere la città in quanto non si può più essere ostaggio delle contrapposizioni. Anzi, io consiglio a chi sta ai vertici degli enti di strappare la propria tessera politica e lavorare per il territorio».
Il Pd guarda all’Udc per un’alleanza: il dado è già tratto o è troppo presto?
«Se ci sono proposte e iniziative che servono per la crescita della comunità noi dell’Udc non ci tiriamo indietro: peroriamo ogni iniziativa utile ma senza sposare le idee di un altro partito. E comunque le scadenze elettorali sono ancora lontane».
Appunto. E Di Primio candidato alla Regione come lo vede?
«Ha tutte le carte in regola e le capacità per assurgere a questo ruolo: lo vedo bene».
D’Alfonso ha presentato l’agenda per Chieti; Di Primio ha detto che la Regione non dà certezze a Chieti. Ma secondo lei D’Alfonso come si sta comportando?
«Per carità, non entro nella polemica riguardante gli aspetti amministrativi anche perché non li conosco. Io dico no alle contrapposizioni e sì alla condivisione per la soluzione dei problemi. Tanto l’importante, alla fine, è sempre risolvere un problema: chi lo fa se ne prende i meriti e dà una risposta alle istanze della gente».