C’è il primo caso in città Di Primio: no allarmismi

Tra i contagiati anche un 16enne di Roccamontepiano ricoverato a Pescara
CHIETI. C’è il primo caso teatino da quando è cominciata l’emergenza coronavirus. Si tratta di una donna di 33 anni, residente in città: adesso è ricoverata a Pescara. Lo stesso ospedale in cui si trova un ragazzino di 16 anni di Roccamontepiano: anche lui è risultato positivo al test del Covid-19. Ma, in questo caso, è possibile che il contagio sia avvenuto in corsia, considerando che il minorenne è ricoverato dalla fine di febbraio a causa dei traumi riportati in un incidente stradale.
L’APPELLO. «Nessun allarmismo», dice il sindaco di Chieti Umberto Di Primio, il primo a ricevere la notizia della positività della 33enne intorno alle dieci del mattino. «Serve responsabilità, ma non esasperazione. Ci sono realtà molto più piccole della nostra che hanno avuto molti più casi. Abbiamo avuto l’ennesima prova che, di fronte a questo virus, non ci sono barriere territoriali che tengano. L’unica cosa che i cittadini devono continuare a fare è osservare le regole: l’invito è sempre quello di restare a casa». I vigili urbani, insieme a carabinieri, polizia e guardia di finanza, hanno avviato controlli in tutto il territorio per verificare il rispetto delle norme contenute nel decreto governativo.
VIA ALLE CHIUSURE. Di Primio anticipa: «Domani (oggi per chi legge, ndr) chiederò al rettore dell’università d’Annunzio di interdire l’accesso al percorso vita», ovvero l’area verde del campus allo Scalo. «Ho già parlato con il direttore generale, che ha condiviso il mio stesso pensiero. È vero, l’attività motoria è consentita dal decreto. Ma molte persone, all’interno del percorso vita, continuano ad accalcarsi e a non rispettare la distanza di sicurezza nonostante gli innumerevoli appelli. Non possiamo assolutamente permettere che l’atteggiamento di pochi irresponsabili provochi danni all’intera collettività».
EMERGENZA SANITARIA. «In questi giorni difficili», prosegue Di Primio, «il sistema sanitario ha retto, ma ora è arrivato al collasso. Chieti sta dimostrando di essere il vero capoluogo di provincia, accogliendo tutti all’interno del suo ospedale, senza fare le barricate come fa qualcun altro. Il mio grazie va a tanti medici e infermieri che stanno onorando in modo straordinario il loro lavoro. Ma adesso, anche in ospedale, siamo arrivati allo stremo delle forze: ecco perché spero che tutti i cittadini seguano le regole e contribuiscano a non fare espandere il contagio».
I TRIBUTI. «Purtroppo», spiega ancora Di Primio, «il governo si è dimenticato dei comuni e dei cittadini. Mi riferisco in particolare alle scadenze tributarie. A seguito della riunione con gli assessori in video conferenza, abbiamo deciso di chiedere agli uffici di condividere la nostra volontà di non applicare sanzioni per chi non riuscirà a pagare entro la data fissata dal nostro regolamento, sia per le difficoltà di spostamento e la chiusura di alcuni uffici, ma anche per le difficoltà economiche che potrebbe avere chi ha dovuto chiudere la propria attività o sospendere il proprio lavoro a causa dell’epidemia. Stiamo prendendo decisioni anche per quanto riguarda le rette degli asili comunali e gli altri pagamenti legati ai servizi comunali».
L’ALTRO CASO. Il sindaco di Roccamontepiano, Adamo Carulli, spiega: «È molto probabile che il ragazzo di 16 anni sia venuto in contatto con il virus durante il periodo di cura per un precedente ricovero. Purtroppo è il primo caso che viviamo da vicino, ma dobbiamo essere razionali nel comprendere la situazione senza isterismo. Speriamo e preghiamo per il giovane coinvolto, senza che si inneschi la psicosi di sapere il nome. Abbiamo contattato i parenti, che sono già in quarantena. Evitiamo chiacchiere prive di fondamento: escludo categoricamente che si tratti di uno dei ragazzi di Roccamontepiano tornati lo scorso 8 marzo dalla settimana bianca in Trentino Alto Adige. Adesso», conclude Carulli, «cerchiamo di autoisolarci dagli altri il più possibile, se vogliamo bene a noi stessi e ai nostri cari».
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