C’è la Ciammaichella Bucchianico in festa col rito di Sant’Urbano

Domani pomeriggio la sfilata con oltre 1.200 figuranti Poi l’andirivieni sulle mura di cinta con le fasce colorate
BUCCHIANICO . Conto alla rovescia per il rito ultrasecolare della “Ciammaichella”. I bucchianichesi si preparano a rivivere domani la tattica che Sant’Urbano suggerì in sogno al capitano della truppa, il sergentiere, che fece vincere a tavolino la battaglia contro il potente esercito Teate che la minacciava sicura di espandersi geograficamente. L’edizione 2017 parte svantaggiata a causa della chiusura della chiesa intitolata al Santo, in seguito alle forti scosse di terremoto e al maltempo dell’inverno corso: solo il rito dell'apertura della Porta Santa verrà effettuato in forma simbolica, ma i bucchianichesi promettono più cuore nella loro festa e si preparano a vincere la loro battaglia come accade dal 1280.
Il banderese Gabriele Tucci detto “Paconje”, vigile del fuoco di contrada Santa Maria Casoria, è in fermento e con lui tutti i familiari e i contradaioli con il compito di pensare alla logistica della festa che è iniziata un anno fa con l’estrazione di uno dei ruoli più ambiti del paese, quello di banderese. «Sono emozionato di vivere questa esperienza in prima persona», ha detto il banderese trentasettenne, «prima di me mio padre Enrico è stato banderese nel 2006 e io ho voluto rinnovare la devozione di tutta la famiglia verso Sant’Urbano», spiega Tucci che si prepara ad andare in battaglia come recita la leggenda a cui tutti i bucchianichesi sono affezionati e si tramandano di generazione in generazione. L’appuntamento da non perdere è per domani pomeriggio con più di 1.200 figuranti in abito medievale, riti centenari, folklore, canti, danze e la bellezza dei fiori di carta crespa che superano i 100mila pezzi di tutti i generi e colori, unici nel loro genere che vengono creati a mano, di anno in anno, dalle donne che si danno ritrovo nelle case dei capicontrada e del banderese nelle sere invernali.
La festa dei banderesi va avanti dal 1281, lo confermano reperti storici. Nel 1550, quando il 25 maggio nasceva San Camillo, in piazza sfilava la “Ciammaichella”, la marcia a zig e zag che ricorda la strategia bellica che Sant’Urbano diede in sogno al capitano del piccolo esercito all'indomani della battaglia. Il sergentiere, oggi Guglielmo Tatasciore, nel lontano medioevo, fece marciare i suoi pochi uomini in andirivieni sulle mura di cinta con piume colorate in testa e fasce colorate. La tattica funzionò e Teate abbagliata da tanto movimento indietreggiò. La festa ha portato il patrocinio della commissione nazionale italiana per l'Unesco, dal 2011 al 2015, e ogni anno registra migliaia di visite. La sfilata muoverà prima dalle contrade per raggiungere verso le 16 l’ingresso del paese, l’area adiacente al campo sportivo, poi si partirà tutti insieme verso il monumento dei Caduti dove si svolgerà il rito della consegna del ramaietto, il mazzolino di fiori che il sergentiere consegnerà al banderese per arruolarlo alla battaglia. E poi tutti verso piazza San Camillo. A seguire lo spettacolo degli armigeri e i balestrieri e i musici e gli sbandieratori di Bucchianico.
Debora Zappacosta
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