L’ex stazione nel degrado. Nel riquadro, il 18enne aggredito Giuseppe D’Astolfo

LANCIANO / SVOLTA NELLE INDAGINI

Caccia al branco, l’aggressore ha 13 anni 

Scoperti i bulli dell’ex stazione: tre sono minorenni, gli altri due hanno vent’anni. Resta in coma il giovane preso a pugni

LANCIANO. È stato un minorenne, di 13 anni, a sferrare il violento pugno che ha mandato in coma un diciottenne di Lanciano. I carabinieri, diretti dal maggiore Vincenzo Orlando, hanno in mano i nomi dei presunti aggressori di Giuseppe D’Astolfo, inseguito e picchiato sabato notte da una baby gang sui binari della vecchia stazione. Il ragazzo resta grave in Rianimazione a Pescara, dove i medici lo hanno indotto in coma farmacologico dopo l’intervento alla testa.

leggi anche: Il palazzo di giustizia di Lanciano Diciottenne in coma: si stringe il cerchio sull'aggressore Primo rapporto dei carabinieri in procura sul ragazzo, ancora grave in Rianimazione, a Pescara, colpito con un pugno alla testa

Le indagini, che da tre giorni vanno avanti serrate, hanno stretto il cerchio attorno ai bulli. Il gruppo dei cinque sarebbe composto da tre minorenni, due maggiorenni, alcuni di etnia rom. Una baby gang, anche più numerosa, che da tempo semina il panico tra gli adolescenti nella zona dei Viali. Un primo rapporto sull’aggressione è stato rimesso in Procura dai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile, diretto dal tenente Giuseppe Nestola. All’incontro era presente anche il comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Alceo Greco. L’indagine è coordinata dal procuratore Mirvana Di Serio e dal pm Serena Rossi, che hanno aperto un fascicolo per lesioni gravissime. Ma si valutano anche altre ipotesi di reato, poiché al vaglio degli inquirenti c’è il comportamento dell’intero gruppo. Un’informativa sul grave episodio di violenza, balzato all’attenzione della cronaca nazionale, è stata trasmessa anche alla Procura per i minori dell’Aquila. Ieri i carabinieri hanno sentito nuovamente i due amici del ferito e altri testimoni di quanto accaduto sabato notte nell’area dell’ex stazione e analizzato i filmati delle telecamere di sorveglianza, sequestrati. Alcuni impianti sono risultati non funzionanti, mentre altri non puntavano direttamente sul luogo dell’aggressione. Sabato sera, intorno alle 23, Giuseppe era sui binari dell’ex stazione insieme a due amici, il coinquilino di 25 anni, A.G., e una sedicenne. Nel fine settimana i ragazzi si ritrovano abitualmente nell’area privata della Tua, per bere e fare uso di sostanze stupefacenti. A un certo punto i tre sono stati presi di mira dal gruppetto di bulli. Uno sguardo di troppo e poi le provocazioni, alle quali il diciottenne e i suoi amici hanno risposto, senza immaginare quello che sarebbe successo dopo. I cinque li hanno inseguiti e raggiunti. Il 25enne ha preso qualche colpo ma è riuscito a divincolarsi e a scappare con la ragazzina. Giuseppe è rimasto in balia dei bulli, con il 13enne che ha sferrato un unico, violento, pugno alla tempia, probabilmente con un oggetto contundente, tipo un tirapugni. In un primo momento il ragazzo si è ripreso ed è tornato a piedi a casa, accompagnato dagli amici. Poi è stato colto da convulsioni e ha perso i sensi. Ora lotta per rimanere in vita.

@RIPRODUZIONE RISERVATA