«Cacciatori responsabili dei danni causati dai cinghiali»

11 Settembre 2018

ATESSA. «Basta favori alle lobby dei cacciatori responsabili dei danni causati dalla fauna in sovrannumero». È la netta presa di posizione sui cinghiali di Legambiente, che annuncia una “class action”...

ATESSA. «Basta favori alle lobby dei cacciatori responsabili dei danni causati dalla fauna in sovrannumero». È la netta presa di posizione sui cinghiali di Legambiente, che annuncia una “class action” contro i responsabili del disastro attuale. L’allarme lanciato dal coordinamento dei sindaci in Val di Sangro per la presenza devastante dei cinghiali pone, per Legambiente, una serie di riflessioni e interrogativi sulle responsabilità. Per Luzio Nelli la sovrappopolazione dei cinghiali è «conseguenza diretta di politiche venatorie fatte ad esclusivo vantaggio dei cacciatori. Sono i cacciatori i responsabili di questa situazione e non saranno certo loro, o le loro proposte inaccettabili di esclusivo carattere venatorio, a risolvere i problemi che agricoltori e cittadini comuni devono affrontare».
Parole dure che innescheranno polemiche. «Diciamo basta a una gestione esclusivamente venatoria del cinghiale e chiediamo di mettere in atto un modello innovativo per il controllo di una specie dannosa per l’agricoltura, ma anche per la biodiversità»: per Legambiente servono piani di gestione della specie conformi alle linee guida emanate dall’Ispra che prevedono sia il selecontrollo, per mezzo di personale formato e autorizzato, sia le catture con l’utilizzo di gabbie o recinti. «Per questo consideriamo sbagliato il ricorso alla tecnica della braccata proposta dai sindaci. La gestione della fauna selvatica è completamente nelle mani dei cacciatori: sono loro che decidono dove, come e quando cacciare. Gli Atc sono da riformare, perciò speriamo che anche gli agricoltori ne prendano come noi le distanze uscendo dai consigli di gestione». Nelli è chiaro: «Per il sovrappopolamento del cinghiale devono essere gli stessi Atc a pagare i danni causati dalla fauna selvatica in eccesso».
Matteo Del Nobile