Cadavere ancora senza un nome L’autopsia per risolvere il giallo

19 Novembre 2024

Domani l’esame del medico legale sul corpo dell’uomo ritrovato domenica nel fiume da un pescatore Nessuno ha denunciato nuovi scomparsi, gli inquirenti escludono possa trattarsi del francese Pomone

LANCIANO. Sarà l'autopsia a fare luce sulle cause del decesso e sull'identità, ancora sconosciuta, del cadavere di un uomo riaffiorato dal fiume Sangro. Questa mattina il medico legale Pietro Falco riceverà l'incarico dal procuratore Mirvana Di Serio, che coordina le indagini condotte dai carabinieri della compagnia di Lanciano. Inizialmente era stata prevista un'ispezione cadaverica esterna sulla salma, che si sarebbe dovuta tenere ieri pomeriggio all'ospedale clinicizzato di Chieti. Ma poi tutto è stato demandato all'esame autoptico che, verosimilmente, si svolgerà mercoledì. Saranno fondamentali anche l'esame delle impronte digitali e dentarie per chiarire il mistero. Dal pomeriggio di domenica, quando la presenza di un corpo è stata segnalata da un pescatore nel greto del corso d'acqua, a tutta la giornata di ieri, al comando carabinieri di via Del Verde non sono arrivate segnalazioni di nuovi scomparsi. Nessuno che abbia segnalato il mancato ritorno a casa di un proprio congiunto, nessun datore di lavoro che abbia informato dell'assenza anomala di un proprio dipendente. Escluso anche che possa trattarsi di Philippe Pomone, il francese di 63 anni scomparso da Atessa lo scorso 31 maggio e di cui non si hanno più tracce. Ad un primo esame, infatti, il decesso dell'uomo misterioso risalirebbe ad alcune ore prima del ritrovamento. Insomma resta fitto il mistero attorno al cadavere trovato nel fiume al confine tra i territori di Lanciano e Atessa. Al momento si sa che si tratta di un maschio bianco, di corporatura robusta, età apparente 50-55 anni, altezza 1,80 metri circa, capelli neri brizzolati, barba incolta, privo di tatuaggi e di altri segni distintivi. Indossava una giacca di tuta nera con cappuccio marca Puma, pantaloni di tuta neri Champion, scarpe da ginnastica Puma rosse e un giaccone Wpm. Il dettaglio dell'abbigliamento è stato reso noto nel caso qualcuno riconoscesse qualche indumento come appartenente a un proprio parente o conoscente. Con sé non aveva documenti né portafoglio, ma potrebbero essere caduti in acqua ed essere stati trascinati dalla corrente forte. I carabinieri di Lanciano, diretti dal maggiore Fabio Vittorini, non escludono alcuna ipotesi, dal suicidio all'incidente a una morte violenta, anche se da una prima ispezione sul posto non sono emersi particolari segni sul corpo.
A ripescare il cadavere sono stati gli specialisti fluviali dei vigili del fuoco di Chieti, insieme ai colleghi di Casoli, intervenuti nel fiume Sangro che domenica sera si presentava con una forte corrente e una portata copiosa, con 40 metri cubi di acqua al secondo per la periodica apertura delle paratie della diga Acea a Selva di Altino.