Cadavere di un uomo riaffiora dal Sangro

La scoperta fatta da un pescatore. Il recupero in tarda serata da parte dei vigili del fuoco. È senza documenti: ha sui 50 anni
LANCIANO. Il cadavere di un uomo sui 50-55 anni ancora in fase di identificazione, alto almeno 1,80 metri, capelli brizzolati e barba incolta, con indosso scarpe da ginnastica Puma rosse, pantaloni di una tuta Champion, maglia scura Puma con cappuccio e giaccone Wpm, è stato trovato ieri pomeriggio nel fiume Sangro, in contrada Sant’Onofrio, nella zona al confine tra i territori di Lanciano e Atessa. A fare la scoperta è stato un pescatore amatoriale di Castel Frentano, in una zona vicina all’ex impianto Ucci di lavaggio degli inerti: l’area, infatti, è molto frequentata da pescatori e cacciatori perché facilmente raggiungibile a piedi, non lontano dalle strade che la circondano. Il pescatore intorno alle 16.30 era su una delle sponde quando ha notato in acqua una parte del corpo, presumibilmente di un uomo, incastrata tra due massi. Spaventato, è tornato sulla strada e ha raggiunto il ponte che collega le due sponde del Sangro per accertarsi dall’alto della presenza del cadavere. Qui, una volta avuta la certezza di ciò che aveva appena visto a pelo d’acqua, senza esitazione ha chiamato i soccorritori del 112 per una prima segnalazione. Di lì a poco, nella zona sono arrivate pattuglie dei carabinieri della compagnia di Lanciano e una squadra dei vigili del fuoco del distaccamento di Casoli.
Lungo il corso del fiume si è era venuta a creare una corrente forte fin dal primo pomeriggio, forse per il rilascio di più acqua dalla diga del lago di Bomba. Tant’è che a un certo punto il cadavere si è disancorato dai massi per riaffiorare più a valle. Intorno alle 18.30 la nuova scoperta in un luogo del fiume ancora più difficile da raggiungere e in cui la salma aveva trovato ostacoli un’altra volta per la presenza di massi. È stato chiesto intanto alla società romana Acea che gestisce la centrale idroelettrica Sant’Angelo utilizzando le acque del Sangro e degli affluenti Verde e Aventino, di chiudere le paratie nella zona dell’Oasi di Serranella e di Selva di Altino per far affluire meno acqua nella zona del ritrovamento. Vigili del fuoco e carabinieri hanno tenuto sotto controllo il cadavere, anche da lontano, con l’ausilio delle torri faro montate sulla sponda del fiume. Intorno alle 20, con il livello del fiume più basso e meno pericoloso, è scattata l’operazione di recupero della salma, che si è conclusa con l’intervento del gruppo fluviali dei vigili del fuoco - quelli abilitati ad entrare nei corsi d’acqua - giunti dal comando provinciale. Dopo alcune immersioni, hanno portato a terra il cadavere che non presenterebbe segni di violenze. La salma è stata trasferita all’obitorio dell’ospedale di Chieti per ulteriori accertamenti. Del caso si sta occupando la Procura di Lanciano con il procuratore Mirvana Di Serio. Fino alle 23 di ieri le forze dell’ordine non avevano ricevuto segnalazioni di scomparsi nella zona.

