Cade mentre taglia l’albero e muore

Giuseppe Pardi, 70 anni, stava facendo legna per il termocamino nel terreno di un amico. Domani pomeriggio l’addio
CHIETI. Stava tagliando i rami di un pioppo, nel terreno di un amico, quando è caduto da un’altezza di tre metri e mezzo e ha battuto la testa: Giuseppe Pardi, pensionato di 70 anni, per tutti Peppino, è morto sul colpo. La tragedia si è consumata ieri, intorno alle 13.30, in strada Fasoli, a Chieti Scalo, non lontano dallo stadio Angelini. Non ci sono responsabili per questa disgrazia che ha fatto piombare nel lutto un’intera contrada: il sostituto procuratore Lucia Anna Campo, dopo gli accertamenti dei carabinieri, ha disposto la restituzione della salma alla moglie Diana e alla figlia Ester. Peppino, ex dipendente della Calcestruzzi Di Marzio, era uno degli animatori della confraternita della Madonna della Vittoria.
L’INCIDENTE In mattinata Pardi, che viveva in strada Ombrosa e aveva la passione per il giardinaggio, ha deciso di fare un po’ di legna per alimentare il termocamino della sua abitazione. Ecco perché, come già avvenuto più volte in passato, ha preso accordi con un amico, proprietario di un terreno. Dopo pranzo, ha iniziato a tagliare con la motosega i rami di un pioppo. A distanza di pochi minuti, lo ha raggiunto, a bordo di un trattore, anche l’amico. Quest’ultimo è rimasto a una ventina di metri di distanza, vicino alla strada, per verificare che non passassero auto e non vi fossero pericoli in caso di caduta dei rami. All’improvviso – impossibile dire con certezza se, in quel momento, si trovasse sulla scala o sull’albero – Peppino è precipitato all’indietro e ha battuto la testa, con violenza, su un grosso ramo che aveva appena tagliato.
I SOCCORSI L’amico ha lanciato immediatamente l’allarme, telefonando al 118 e richiamando l’attenzione dei vicini. Ma non c’è stato niente da fare: troppo grave la ferita alla testa riportata dall’anziano. Sul posto sono arrivati anche i carabinieri della stazione di Chieti Scalo, coordinati dal maggiore Massimo Capobianco e dal luogotenente Roberto Verzulli. Il pensionato potrebbe essere caduto dopo aver perso da solo l’equilibrio oppure perché colpito al volto da uno dei rami che stava tagliando.
IL RICORDO «Peppino», racconta l’amico parroco don Roberto Miccoli, «è stato un uomo dal cuore immenso, sempre pronto ad aiutare tutti e incapace di dire di no. Un lavoratore instancabile a cui non importava l’apparenza e che non cercava gli applausi. Amava il giardinaggio e aveva una grande esperienza in questo campo». Si sono stretti al dolore della famiglia anche i componenti della confraternita, guidati dal priore Luca D’Onofrio, e il comitato feste in onore della Madonna della Vittoria. «Sempre presente e disponibile», dice l’amico Matteo De Cristofaro, «Peppino era un uomo generoso: si spendeva per tutti». I funerali saranno celebrati domani, alle 15.30, nella chiesa di Madonna degli Angeli.
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