Cambio della divisa la Asl dovrà pagare cinquanta infermieri

CHIETI. Un quarto d’ora per indossare e togliere la divisa in aggiunta al normale orario lavorativo. È quanto stabilito dal giudice del Tribunale del lavoro di Chieti che ha disposto, per una...

CHIETI. Un quarto d’ora per indossare e togliere la divisa in aggiunta al normale orario lavorativo. È quanto stabilito dal giudice del Tribunale del lavoro di Chieti che ha disposto, per una cinquantina di infermieri dell’ospedale di Chieti, anche il pagamento degli arretrati dallo scorso mese di maggio ad oggi. A promuovere il ricorso sottoscritto da 165 infermieri in servizio oltre che nel capoluogo teatino anche a Lanciano, Atessa e Vasto, è stato il Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche.

«La disposizione riguarda per il momento solo un terzo dei ricorrenti circa, ovvero quelli che lavorano all'ospedale di Chieti. Gli altri, invece, dovranno attendere. Il giudice ha ritenuto infatti di doverli escludere da questa prima sentenza per incompetenza territoriale. La decisione sarà quindi rimandata ai rispettivi tribunali ed il Nursind porter avanti anche questi ricorsi» anticipa Enrico Del Villano, segretario provinciale. Ad inizio e a fine turno, dal momento che va dalla timbratura del cartellino all’ingresso nei rispettivi reparti e viceversa, gli infermieri hanno a disposizione 15 minuti per la vestizione e svestizione che verranno computati. «La sentenza rappresenta un riconoscimento importante per i dipendenti della Asl in quanto queste operazioni quotidiane sono ora a tutti gli effetti inserite nell’orario di lavoro» sottolinea Del Villano. «La somma che percepiranno i ricorrenti, riferita all’ultimo anno, è di circa 2500 euro. La battaglia condotta oltre a garantire un diritto prima negato ai dipendenti avrà altre conseguenze. La novità del dispositivo sta infatti nell’applicabilità anche in altri ambienti lavorativi nei quali è previsto l’utilizzo di divise o uniformi» aggiunge. «A livello locale il Nursind è il primo sindacato a battersi per il riconoscimento dei 15 minuti che non erano previsti, anzi addirittura erano negati ed osteggiati dalla Asl teatina», sottolinea il segretario. «Con il maxi ricorso promosso dalla direzione provinciale del Nursind, il tempo necessario per vestirsi e svestirsi è diventato realtà» conclude Del Villano. Se gli infermieri si vedono così riconosciuto quanto era stato loro negato, la direzione aziendale non solo dovrà pagare il dovuto.(s.a.)

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