Calcio

Il commentone della 28esima giornata di Serie A

9 Marzo 2026

Il Milan si aggiudica il derby scudetto e riapre il campionato. In zona Champions cade la Roma, che viene agganciata al quarto posto dal Como, mentre nella lotta per non retrocedere il Lecce batte la Cremonese tra le polemiche

Napoli vs Torino

La 28esima giornata si apre al Maradona, dove i campioni d’Italia affrontano il Torino. Iniziano fortissimo gli azzurri, che al 7’ vanno vicinissimi al vantaggio: Alisson Santos riceve sull’out mancino, salta Prati con un bel gioco di gambe e mette in mezzo, con il pallone che resta nei pressi dell’area piccola dopo una deviazione di Zapata: sul pallone vagante arriva Olivera, ma Paleari si supera e gli nega il gol. La rete non tarda però ad arrivare: dopo neanche 30 secondi Alisson riceve nuovamente sulla fascia, stavolta rientra e fa partire un rasoterra chirurgico, che si infila all’angolino. Gran gol dell’ex Sporting, il secondo dopo quello, decisivo, alla Roma. Tuttavia, così come a Verona, il vantaggio in avvio di match non aiuta i partenopei, che attaccano con meno convinzione. Probabilmente anche Conte si sarà ricordato di questo brutto atteggiamento della settimana scorsa e, infatti, è tutt’un altro Napoli nel secondo tempo: molta più intensità, come nei primi minuti. Manca solamente il raddoppio, con Alberto Paleari grande protagonista: l’ex Benevento si oppone sui tentativi di Alisson e Hojlund, tenendo in vita i suoi. Ad ogni modo, il muro granata cade al 68’: ottima giocata di Spinazzola e cross in area, con Politano che sovrasta Lazaro di testa: la sponda dell’ex Inter favorisce Elmas, che in girata sigla il primo gol stagionale, lasciandosi andare a un’esultanza liberatoria. Nel finale, sugli sviluppi di corner, il Toro rientra in partita grazie all’incornata di Casadei, che però risulta ininfluente ai fini del risultato. Seconda vittoria consecutiva per i campani, che si portano, provvisoriamente, a -1 dal Milan, impegnato domenica sera nel derby contro l’Inter.

Cagliari vs Como

Il sabato inizia con la sfida tra Cagliari e Como, in lotta per un posto in Champions League. E, dopo meno di un quarto d’ora, la squadra di Fabregas la sblocca: recupero di Baturina che favorisce Nico Paz, bravo a innescare Da Cunha con l’esterno: il brasiliano tenta il tiro ma viene ribattuto, con il rimpallo che termina sul destro di Baturina, bravissimo a battere Caprile da posizione favorevole. Quinto gol per il croato, che ha avuto un grande impatto dopo un avvio di stagione complicato. I lariani possono ora dettare i tempi, decidendo di gestire il gioco: d’altra parte, i rossoblu non riescono a coordinarsi in pressing, correndo per lo più a vuoto. Nella ripresa cambia però subito il parziale, al 56’. Sono molto bravi Palestra, Adopo ed Esposito a liberare nuovamente l’esterno in prestito dall’Atalanta, che si coordina per il traversone: sul secondo palo arriva puntuale Obert, che però strozza la conclusione, favorendo così Esposito: l’ex Inter, che era stato utile nella costruzione della manovra, si fa trovare al posto giusto nel momento giusto, beffando Butez con un bel colpo di testa. Sebastiano Esposito torna a segnare dopo oltre 3 mesi, con le sue reti che sono un po’ mancate al Casteddu in questo lasso di tempo. Ecco che allora si modifica il canovaccio tattico: i biancoblu non possono accontentarsi del pareggio se vogliono continuare a sognare e, allora, si spingono nella trequarti avversaria. Non è facile, però, penetrare nella difesa degli isolani, che si chiudono a riccio e respingono gli attacchi. Serve dunque una soluzione alternativa, come un tiro dalla distanza. Ed è proprio così che arriva il nuovo vantaggio della formazione ospite: i lombardi costruiscono centralmente e allargano il gioco su Van Der Brempt, che incespica sul pallone: il belga allora si appoggia su Da Cunha, che fa partire un missile mancino che si incastra all’incrocio dei pali. Dunque, ora sono i padroni di casa a cercare il pareggio, che darebbe la possibilità di aumentare il margine sulla zona retrocessione. E l’occasione arriva, all’86’: grandissima accelerazione di Idrissi, che poi serve Trepy: il classe 2006 rientra, alza la testa e serve Adopo sul secondo palo, con Butez che è chiamato agli straordinari. Vittoria fondamentale del Como, che aggancia, seppur momentaneamente, la Roma, impegnata in trasferta contro il Genoa.

Atalanta vs Udinese

Alle 18 si affrontano Atalanta e Udinese. La gara stenta a decollare, nonostante qualche occasione sparsa. Ma alla prima vera chance i friulani riescono a trovare il vantaggio, al 40’: gran corner a rientrare di Zaniolo e ottimo stacco di Kristensen, che si allaccia con Kossounou e ha la meglio nel duello con l’ivoriano. Il gol della squadra di Runjaic cambia completamente la partita: la Dea deve recuperare e dunque cerca in tutti i modi il pareggio, a partire dall’occasione al minuto 50: Scamacca riceve da Pasalic al limite dell’area, se la sposta sul destro e cerca la conclusione rasoterra, centrando la base del montante. Tuttavia, spingersi all’attacco porta inevitabilmente a lasciare spazi in difesa, con i bianconeri che possono provare a sfruttare le ripartenze. Ed è proprio da situazione di contropiede che nasce il raddoppio: Zaniolo viene liberato sulla fascia sinistra e cerca il cross basso per Davis, con Kolasinac che salva un gol già fatto; l’azione però continua e Zarraga prova il tiro al volo, murato ancora dal bosniaco: il pallone schizza poi tra i piedi di Davis, che è bravissimo ad aprire il piattone e a piazzare il tiro dove Carnesecchi non può arrivare. 2-0 anche un po’ sorprendente, nonostante l’ottimo stato di forma di Karlstrom e compagni. Ma nell’ultimo quarto d’ora, nonostante il doppio margine di vantaggio, gli orobici la riagguantano in 5 minuti: al 75’ Scamacca approfitta del prezioso suggerimento di Zalewski e deposita in porta da pochi passi, mentre al 79’ l’ex Sassuolo raccoglie una respinta di Okoye su un tiro di Krstovic e realizza un bel tap-in, non facile data la marcatura. Sono due colpi di testa del miglior marcatore stagionale dei nerazzurri a riportare la gara in equilibrio, con il risultato che non cambia fino alla fine. Sono sempre meno le possibilità per la squadra di Palladino di partecipare alle coppe europee il prossimo anno, con la decisione scellerata di affidare la panchina a Juric che sta pesando parecchio.

Juventus vs Pisa

In serata scende in campo la Juventus, che affronta il Pisa ultimo in classifica. Primo tempo molto complicato per la Vecchia Signora, che cerca di trovare il varco giusto ma senza successo: escluso qualche guizzo individuale, manca il gioco di squadra, che impedisce così di scardinare la ben organizzata difesa delle Torri. Nella ripresa cambia però tutto: i bianconeri tornano dagli spogliatoi con un’altra voglia e con un altro spirito, e i risultati si vedono subito. Al 54’ Conceicao riceve al limite e imbuca per Yildiz: il turco è bravissimo a non calciare da posizione defilata e mette in mezzo un cioccolatino per Cambiaso, che deve solo spingere il pallone nella porta completamente vuota. Dopo il vantaggio le Zebre si scrollano di dosso un po’ di pressione, mentre i nerazzurri perdono le distanze e si disuniscono. La diretta conseguenza è che, in rapida successione, arrivano altre reti: prima Thuram ribadisce in porta un tiro di Locatelli, fermato dal palo; poi ci pensa Yildiz, che se la sposta sul destro lasciando sul posto Coppola e scarica in porta un destro imprendibile. Nel finale c’è gioia anche per Boga, che sfrutta un filtrante millimetrico di Locatelli, salta Nicolas e appoggia il pallone in fondo al sacco. Vittoria larga per la Juventus, che continua la sua corsa verso la prossima Champions League. Più va avanti la stagione e più ci si chiede come sarebbe potuto essere il campionato se Spalletti avesse preso questa squadra in estate, perché i risultati sono ormai sotto gli occhi di tutti; ad ogni modo, con qualche nuovo acquisto, la Juve potrà lottare per il titolo il prossimo anno.

Lecce vs Cremonese

La domenica si apre con la delicatissima sfida salvezza tra Lecce e Cremonese, che sembra un vero e proprio spareggio per restare nella massima serie. Inizio di match molto tattico, con le due squadre che preferiscono non scoprirsi per evitare di lasciare spazi agli avversari. E allora risultano fondamentali le palle inattive: al 22’, da corner, Gallo disegna una gran parabola a rientrare che Pierotti spinge in porta, anticipando l’uscita fuori tempo di Audero. I salentini provano allora, sulle ali dell’entusiasmo, ad aumentare il margine di distanza, e ci riescono al minuto 38: Pierotti crossa per Stulic, il cui tiro non arriva in porta per la deviazione con il braccio di Bianchetti. Il direttore di gara Sozza viene richiamato al monitor e, dopo on field review, assegna il calcio di rigore: dal dischetto si presenta proprio Stulic, che è freddissimo dagli 11 metri e spiazza Audero. Grande personalità per l’ex Charleroi, che nonostante le tante critiche si è preso una responsabilità enorme ed è riuscito a siglare un gol fondamentale. Nel secondo tempo cambia però tutto: palla lunga per il neoentrato Djuric, che serve una sponda perfetta a Bonazzoli: l’ex Inter trafigge Falcone con un diagonale chirurgico e riporta in bilico il risultato. I giallorossi hanno qualche occasione per chiudere la partita, specie con Cheddira, ma nessuna va a buon fine, mentre i grigiorossi pareggiano ma la rete viene revocata per un fallo di mano. È nel finale che però succede di tutto: prima Falcone è miracoloso su Pajero, poi Sanabria approfitta di un rimpallo e si ritrova a tu per tu con il portiere; l'ex Torino viene steso da Jean, che lo sgambetta e lo spinge con l'avambraccio: per Sozza è tutto regolare e sia il VAR Di Paolo sia l’AVAR Fourneau tacciono. Sono veementi le proteste della squadra di Davide Nicola, con la partita che va in archivio sul punteggio di 2-1 per la squadra di casa. Vittoria fondamentale per la squadra di Di Francesco, mentre si fa durissima per la Cremonese, che non vince da oltre tre mesi.

Bologna vs Verona

Alle 15 si giocano sia Bologna-Verona che Fiorentina-Parma. Al Dall'Ara va in scena un match molto divertente, ricco di occasioni: il primo squillo è rossoblu, con Castro che riceve al limite e fa partire un bolide, che non inquadra lo specchio per centimetri. Ciononostante, dopo questa chance, sono gli scaligeri ad affacciarsi dalle parte di Skorupski: prima l’estremo difensore polacco è bravissimo sul rasoterra di Orban, poi Akpa-Akpro si divora un gol già fatto, masticando la conclusione a porta quasi completamente vuota, infine Bowie sfiora soltanto un cross molto invitante sempre di Orban. I gialloblu costruiscono molte palle-gol, ma si perdono sempre nel momento clou, sul più bello. Nella ripresa i felsinei danno subito l’idea di poter essere pericolosi, dopo neanche un giro d’orologio: corner a rientrare che viene allontanato da Montipò, con il tiro al volo di Orsolini che si infrange sul palo. Il gol sembra però nell’aria e arriva dopo 3 minuti: ottima azione personale di Rowe e poi palla a Odgaard, che allarga su Zortea: l’ex Cagliari la mette a rimorchio sempre per l’inglese, che conclude nel migliore dei modi l’azione che aveva iniziato. È il primo centro in campionato per Jonathan Rowe, il quarto considerando tutte le competizioni. Tuttavia, il Verona non si fa abbattere e, anzi, trova subito la forza di ripristinare l’equilibrio: Lucumì anticipa Bowie e allontana, con Frese che arriva sul pallone vagante e conclude dai 20 metri, mettendo a segno un grandissimo gol per tecnica e precisione. Ma gli uomini di Sammarco non si vogliono fermare e, al 57’, riescono a completare la rimonta: ripartenza chirurgica, con Bradaric che serve Harroui sulla sua verticale, e con il numero 21 che innesca Orban: lo svizzero è lucido ad alzare la testa e a servire il tutto solo Bowie a centro area, che non può sprecare un’occasione del genere e punisce Skorupski. Uno-due micidiale dei veneti, con il punteggio che ora è, meritatamente, a loro favore. I rossoblu sono completamente in bambola e faticano a lasciarsi tutto alle spalle: è una stagione veramente complicata per gli uomini di Italiano, che ci avevano abituato a tutt’altro nella scorsa stagione. Oltre alla grandissima occasione di Odgaard, che si crea lo spazio per concludere e Montipò deve sfoderare tutti i suoi riflessi per evitare che il pallone termini in porta, sono ancora i gialloblu a rendersi maggiormente pericolosi: all’86’ una grande rete di Sarr viene annullata per un fallo precedete ai danni di Dominguez, ma resta comunque la bellissima azione costruita dal tandem Orban-Sarr. Successo di vitale importanza per il Verona, che si porta a -7 dalla zona salvezza, mentre è sempre più difficile per il Bologna, che perde l’undicesima partita di questa Serie A.

Fiorentina vs Parma

Al Franchi la Fiorentina ha la possibilità di uscire dalla zona retrocessione per la prima volta da ottobre, mentre il Parma, seppur abbia un margine di 10 punti sul terzultimo posto, cerca di avvicinarsi quanto più possibile alla salvezza aritmetica. Le premesse sono ottime per assistere a un match interessante, con entrambe alla ricerca dei tre punti. In realtà nessuna delle due vuole spingersi particolarmente in attacco: i ducali perché la classifica gioca a favore, la viola perché un’eventuale sconfitta peserebbe moltissimo. La gara è dunque molto noiosa, con pochissime chance degne di nota: l’unica opportunità è la rasoiata da fuori di Mandela Keita, che si spegne di un soffio a lato. Tra Fiorentina e Parma termina dunque 0-0, con pochissime emozioni.

Genoa vs Roma

Alle 18 si sfidano Genoa e Roma, con De Rossi che affronta il proprio passato: 17 stagioni con la maglia giallorossa, con 616 presenze condite da 63 gol e 60 assist. I primi 45 minuti sono giocati a bassissima intensità, con le occasioni che scarseggiano. Ma nel secondo tempo tutto cambia, grazie a un episodio: al 50’ Ellertson riceve all’altezza dello spigolo dell’area di rigore, se la sposta sul mancino e viene steso da Pellegrini, che inciampa goffamente sull’islandese. Dal dischetto si presenta Messias, che va sul sicuro e conclude centralmente, spiazzando Svilar. È il gol che cambia la partita: ora le due squadre cambiano inevitabilmente lo schema tattico, con la sfida che diventa più avvincente. E, infatti, dopo solamente 3 minuti, ecco che arriva il pareggio: corner di Pellegrini e stacco di Mancini, con Messias che salva quasi sulla linea: il pallone arriva poi sulla testa di N’Dicka, che con una traiettoria morbidissima inganna tutti e sigla il terzo gol consecutivo. Momento di forma straripante per il franco-ivoriano, che sta risultando decisivo anche in zona realizzativa. Dopo questa doppia fiammata la Lupa troverebbe anche il 2-1 con Malen, ma l’olandese era partito in posizione irregolare e dunque il gol viene annullato. E allora le due squadre calmano un po’ le acque, tornando a giocare una partita simile a quella vista nei primi 45 minuti. Ma nel finale, al minuto 80, il Grifone torna avanti: sponda di Colombo, imbucata di prima di Malinovskyi e cross basso di Masini, con Svilar che non ci arriva e con Vitinha che concretizza l’ottima azione, facendosi trovare al posto giusto nel momento giusto. Nel tempo rimasto a disposizione la Magica abbozza soltanto una reazione, ma senza creare grattacapi alla retroguardia rossoblu; anzi, è Svilar a evitare il 3-1, compiendo un miracolo su Malinovskyi al 91’. Brutto stop per la formazione di Gasperini, che perde punti fondamentali per la corsa Champions, mentre vanno fatti i complimenti al Genoa, che ottiene la quarta vittoria nelle ultime cinque partite giocate tra le mura amiche.

Milan vs Inter

A chiudere il weekend lo scontro tra le prime due della classe, legate anche da una storica rivalità cittadina: stiamo parlando di Milan e Inter, dunque del Derby della Madonnina. I nerazzurri cercano di scappare definitivamente, con il +13 che consegnerebbe virtualmente lo scudetto alla squadra di Chivu, mentre i rossoneri vogliono consolidare il secondo posto e provano a riaprire i giochi, volendo portarsi a -7 dalla vetta. Il match è molto tattico, ma in avvio rischia di sbloccarsi a causa di una leggerezza: Sommer sbaglia completamente il passaggio per Zielinski e serve Pulisic, che la appoggia a Modric: il pallone d’oro sterza alla perfezione e prova a piazzare il tiro, che si spegne sul fondo per pochissimo. Ciononostante, oltre a questa chance, favorita da un errore individuale, le due squadre faticano a trovare il varco giusto, con entrambe molto brave a difendersi e meno coraggiose ad attaccare. È però nel raggio di un minuto, tra il 34’ e il 35’, che cambia tutto: poco dopo la mezz’ora Mkhitaryan riceve nel cerchio di centrocampo e parte in progressione, eludendo l’intervento in scivolata di Tomori e arrivando così a tu per tu con Maignan: il francese è bravissimo a restare in piedi e a ipnotizzare l’armeno, che però si divora un’occasione gigantesca. Passano meno di 60 secondi e, invece, è il Diavolo a trovare il vantaggio: uno-due tra Fofana e Leao, con il francese in possesso: l’ex Monaco ha ora un po’ di spazio e vede l’ottimo inserimento di Estupinan, che solo davanti a Sommer scarica un missile all’incrocio dei pali. Che gol degli uomini di Allegri, ma quante responsabilità della Beneamata nell’occasione: la poca pressione ha consentito a Fofana di trovarsi completamente smarcato sulla trequarti, ma l’errore più grande è di Luis Henrique, che si fa trovare completamente impreparato e, dalla sua disattenzione, ne approfitta l’ecuadoregno, che si prende la scena in una delle notti più importanti. Lo svantaggio colpisce il Biscione, che non riesce a reagire: il merito è anche del Diavolo, che prova a sfruttare l’inerzia della partita ma sbaglia qualche scelta negli ultimi metri. E nella ripresa cambia anche il canovaccio tattico: i rossoneri si affidano alle ripartenze, cercando di sfruttare la velocità di Leao e Pulisic in particolare, mentre la squadra di Chivu deve esporsi maggiormente per cercare il pari. E al 54’ l’occasione che arriva è enorme: Barella ruba palla a Estupinan con grande caparbietà e poi la crossa in mezzo, con la sfera che viene agganciata da Mkhitaryan: l’ex Arsenal e Dortmund appoggia al suo fianco per Dimarco, che arriva in corsa e manda sopra la traversa, sprecando la palla dell’1-1. Ma questa è l’unica vera opportunità prima dei minuti di recupero, che sono incandescenti: prima da un corner di Dimarco arriva il pareggio, ma Doveri fischia qualche istante prima forse per qualche trattenuta di troppo a centro area, scatenando l’incredulità di Dumfries su tutti; poi arriva un episodio molto dubbio, al 95’: cross di Dimarco e sponda di Dumfries, con il pallone che termina sul braccio di Ricci. La situazione è veramente molto al limite: l’ex Torino fa un movimento verso il pallone, con il braccio che dunque si muove in direzione della sfera; tuttavia, bisogna anche considerare che il braccio è in sagoma, per cui non aumenta il volume del corpo. La decisione, dopo un veloce silent check, è di lasciar correre e il Milan vince così il derby, il secondo quest’anno. Era dalla stagione 2010/2011 che questo non accadeva, e in panchina c’era sempre Max Allegri. Continua a faticare l’Inter negli scontri diretti, con una sola vittoria contro la Juventus (arrivata al 90’ con tante polemiche a causa dell’espulsione di Kalulu) e un pareggio (2-2 al ritorno contro il Napoli): sembra manchi cattiveria, spirito di sacrificio e coraggio, con Chivu che dovrà lavorare ancora tantissimo. Restano comunque 7 i punti di vantaggio sul Milan, che riapre il campionato a 10 giornate dalla fine.

Chiude la 28esima giornata il posticipo tra Lazio e Sassuolo, in questo scontro di metà classifica che difficilmente ci saremmo potuti immaginare a inizio anno.

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