Famiglia nel bosco, l’intervista alla zia: «Bimbi distrutti, temono di essere abbandonati»

Rachael Birmingham, sorella di Catherine: «I piccoli in videochiamata con la madre: 40 minuti di urla»
PALMOLI. «Il loro peggior incubo si è materializzato. L’unica persona che potesse proteggerli in questo mondo non c’è più». Il bosco di Palmoli riporta al punto di partenza. Oltre gli alberi, riappare la casa dove tutto è iniziato. Dall’edificio esce Rachael Birmingham. La sorella Catherine ha varcato poche ore prima quella soglia con il marito Nathan Trevallion, ripiombata nel silenzio della campagna. L’ordinanza del tribunale per i minorenni dell’Aquila l’ha espulsa dalla casa famiglia di Vasto. Un taglio netto, eseguito in poche ore. La convivenza con i suoi tre figli è finita.
Ma ad affrontare le telecamere, schierate lungo il sentiero in terra battuta, non è la madre dei bambini. Il volto di Rachael restituisce il contraccolpo di una decisione durissima. Le sue dichiarazioni formano il primo, nitido resoconto delle ore immediatamente successive all’esecuzione dell’ordinanza. Un racconto che fa emergere il crudo risvolto umano di una separazione inaspettata. Rachael documenta i dettagli del trauma: l’incredulità dei minori, il panico, il crollo emotivo di una madre costretta a rassicurare i figli attraverso lo schermo di uno smartphone.
Qual è stata la reazione della famiglia di fronte a questo allontanamento?
«È un momento difficile, come potete immaginare. Siamo tutti molto scioccati, sconvolti e delusi da quanto è accaduto. Catherine è dovuta andare via. Non c’è stato tempo per capire. È stato fatto in un modo davvero traumatico. È molto triste. Siamo scioccati e sorpresi perché non mi aspettavo che accadesse questa crudeltà verso i bambini. Catherine non sta bene per niente. Tutto questo è devastante per lei. È praticamente bloccata».
Ha potuto contattare i bimbi dopo l’allontanamento dalla struttura?
«Hanno avuto un colloquio questa mattina in videochiamata. Catherine ha potuto vedere i suoi figli online. Loro chiedevano: “Perché non puoi venire, mamma? Perché la mamma non può venire a trovarci? Perché deve farlo in video?”. È stato molto difficile, ci sono stati 40 minuti di bambini che urlavano e non volevano salutare di nuovo».
Cosa ha detto loro la madre in quei momenti?
«Ha detto loro di essere forti, di ricordarsi che sono una squadra, che sono forti e che andrà tutto bene».
C’è uno dei bimbi che soffre più degli altri?
«La gemella è molto preoccupata perché ora sua madre non c'è, nessuno può proteggerla ed è spaventata. Continua a ripetere: “Mi porteranno via. Ci porteranno via”. Ora non ha sua madre a proteggerla. Ci sono alcune donne molto gentili che speriamo diano una mano e si prendano cura di loro».
Voi, invece, come state affrontando le conseguenze fisiche e psicologiche di queste ultime ore?
«Non abbiamo dormito. Mia madre non sta bene. Ha palpitazioni e ansia. Ieri è stata una giornata orribile, ci sembra di vivere un incubo che non immagineresti mai possa diventa reale. È triste perché questi bambini hanno bisogno della loro mamma e del loro papà ora più che mai. Adesso non hanno più niente. Non hanno nessuno. È orribile. Ringraziamo tutte le persone che sono venute a dare supporto e chi ha espresso i migliori auguri per i bambini. Speriamo che finisca presto perché è un incubo. Non può continuare, sta colpendo tre bambini meravigliosi che non lo meritano».
Chi ha avuto il compito di spiegare ai bambini che dovevano essere spostati in un’altra struttura senza la madre?
«Alcuni membri del personale, non so i nomi. Non conosco tutti i dettagli. Catherine non ha potuto parlare con loro prima».
Quindi Catherine non ha potuto spiegare loro il motivo di questa separazione improvvisa?
«No. Ha potuto parlare con loro dopo. I bambini erano sotto choc: il loro peggior incubo si è materializzato. L’unica persona che potesse proteggerli in questo mondo non è più con loro. Non hanno il padre e ora la madre se n’è andata».
Le istituzioni hanno espresso diversi messaggi in queste ore. Vuole cogliere l’occasione per lanciare un messaggio?
«Non sono a conoscenza di questi messaggi».
Hanno espresso solidarietà e si sono dichiarate anch’esse choccate dalla situazione.
«Va bene. Se è quello che hanno detto, se hanno a cuore gli interessi dei bambini, allora i miei nipoti saranno riuniti ai loro genitori. Punto. Fine della storia. Torneranno con la madre e il padre, che sono genitori competenti, che non sono stati negligenti, non hanno abusato dei figli, non li hanno feriti. Hanno avuto in mente solo il meglio per loro».
Abbiamo visto ieri l’immagine di Catherine al centro della casa famiglia che abbracciava la bambina. Lei era accanto a lei. Come descrive quel momento?
«Quella era la bambina più grande. Non voleva lasciare andare sua madre. Quello che non si è visto è che è passata mezz’ora e non riuscivamo a staccarla da lei. Non importava cosa dicessimo. Mia sorella stava provando in tutti i modi a fare la cosa più difficile che si possa immaginare per una madre. Io non avrei potuto farlo. Mia sorella, però, è forte. Non riesco a credere a come abbia mantenuto l’integrità ieri, con amore e cura per i suoi figli. Non posso credere a come sia riuscita a farlo in quelle circostanze. L’intera situazione non è giusta. È molto sbagliata».
Crede che sua sorella esprimerà ad alta voce la sua rabbia per questo verdetto?
«Non lo so. Tutto quello che so è che sta soffrendo per il verdetto. Ve lo garantisco, sta soffrendo».
L’ordinanza esprime un punto di vista netto sulla coppia, descrivendo Nathan come disponibile a dei cambiamenti e Catherine come intransigente. Qual è la realtà?
«Questo non è affatto vero. A tempo debito la verità verrà fuori. Abbiamo le prove di tutto, di ogni fase».
Deve essere un periodo difficile per entrambi, separati da molto tempo.
«Esatto. Catherine e Nathan sono uniti. Fanno parte della stessa squadra. Non sono opposti, sono nella stessa squadra e sono uniti».
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