Camorra e traffico di droga maxi processo a febbraio

12 Dicembre 2014

L’inchiesta della procura distrettuale antimafia conclusa con 81 rinvii a giudizio Palazzo di giustizia di Vasto blindato, previste rigide misure di sicurezza

VASTO. Il palazzo di giustizia di Vasto il prossimo 3 febbraio 2015 sarà blindato. Un cordone di sicurezza imponente perché quel giorno è in programma la prima udienza del maxi processo a carico di ben 81 imputati. Altrettanti avvocati arriveranno da tutta Italia. Il tribunale sarà pieno fino all’inverosimile.

Il processo è l'epilogo della maxi operazione firmata dal procuratore distrettuale antimafia dell’Aquila, Fausto Cardella, e i sostituti procuratori Antonietta Picardi e David Mancini, oltre che dal procuratore di Vasto Giancarlo Ciani a conclusione di una articolata e complessa attività di indagine delegata al Raggruppamento operativo speciale dei carabinieri e condotta unitamente ai carabinieri del comando provinciale.

Nel mese di febbraio il giudice Giuseppe Romano Gargarella, dispose 31 ordinanze di custodia cautelare per i delitti di «associazione di tipo mafioso, estorsione e traffico di sostanze stupefacenti». Altre 84 persone ricevettero altrettanti avvisi di garanzia.

Fondamentali furono le dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, Lorenzo Cozzolino.

L'operazione impegnò i carabinieri del comando provinciale e del Ros, unitamente ai comandi dell’Arma territorialmente competenti delle province di Napoli, Salerno, Foggia, Latina e Ascoli Piceno.

La Direzione nazionale antimafia ha seguito costantemente le complesse attività investigative, anche in relazione agli inediti profili associativi mafiosi che, per la prima volta nel distretto aquilano, sono stati contestati e ritenuti sussistenti nei confronti dei principali indagati.

«Gli indagati sono numerosi ma alcune figure sono marginali», afferma l'avvocato Marisa Berarducci che assiste alcuni indagati. Il legale non vuole aggiungere altro e con un esercito di colleghi si prepara a dar battaglia in aula a febbraio. Quel giorno molti imputati è probabile che chiedano di essere giudicata con il rito abbreviato.

L’attività investigativa venne avviata nell’aprile 2012, su un sodalizio criminale di matrice camorristica attivo nell’area vastese -frentana della provincia teatina, che ha trovato importanti fonti di prova sia dai riscontri info-operativi che dalle analisi criminali susseguenti agli arresti effettuati nel corso delle operazioni "Pipistrello" e "Tramonto" portate a termine, nel 2009 dal Nucleo investigativo del comando provinciale e nel gennaio del 2012 dalla compagnia di Vasto.

Oltre a Vasto la retata di febbraio interessò Francavilla a mare, San Salvo, Gissi, San Buono e altri comuni del Chietino.

In totale finirono nei guai 115 persone: 31 i provvedimenti di custodia cautelare e 84 gli avvisi di garanzia. Quindici indagati sono accusati di associazione a delinquere. Arresti e perquisizioni sono state fatte a Napoli, Salerno, Bari, Foggia, Campobasso, Teramo, Latina e Ascoli Piceno.

Stando alle accuse il sodalizio di matrice camorristica avrebbe fatto capo ad esponenti di alcuni clan campani. Il Palazzo di giustizia sarà vigilato attentamente e così pure i collaboratori di giustizia.(p.c.)

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