Campi da tennis e atletica: crepe ai gradoni e fango

VASTO. Resta alta al parco sportivo del Muro delle Lame la paura di una possibile frana. Alle richieste di aiuto lanciate nei giorni scorsi dai residenti si sono uniti ieri gli appelli degli atleti...
VASTO. Resta alta al parco sportivo del Muro delle Lame la paura di una possibile frana. Alle richieste di aiuto lanciate nei giorni scorsi dai residenti si sono uniti ieri gli appelli degli atleti che frequentano abitualmente la pista e i campi da tennis. I gradoni degli spalti presentano profonde crepe che si allungano a vista d’occhio. Dalla parete della collina, che dal costone scende al Muro delle Lame, scivolano sui campi fiumi di fango. «Il terreno è in movimento», testimoniano gli sportivi. «Che quest’area abbia bisogno di aiuto è fuori dubbio», dice Eugenio Spadano, presidente del Circolo tennis. «La zona è da sempre franosa e ultimamente i cedimenti sono evidenti. L’assessore Gino Marcello ha fatto diversi sopralluoghi come pure Giuseooe Forte. Va dato atto ai due amministratori di essersi prodigati per evitare il peggio. Speriamo che chi di dovere in Regione e a Roma dia loro ascolto», dice Spadano.
L’assessore Forte conferma l’attenzione del Comune al problema. «Quello che accade al Muro delle Lame», dice Forte, «è noto sia all’ingegnere del Genio civile Nicola Masciarelli e sia al responsabile dei lavori pubblici della Regione, Emilio Primavera. Non essendoci soldi (occorrerebbero 400mila euro, ndc), il Comune ha chiesto alla Regione di utilizzare i 370mila euro già stanziati per la zona sottostante la chiesa di Sant’Antonio. Dopo un sopralluogo compiuto personalmente, l’ingegnere Primavera ha sollecitato il ministero a sbloccare la somma più gli 800mila euro che servono per risanare la zona della Loggia Ambingh. Purtroppo i tempi della burocrazia sono lunghissimi», dice Forte rammaricato per lo stallo.
Che i lavori siano urgenti lo raccontano gli alberi sradicati e le crepe sempre più evidenti. La passeggiata che porta dalla chiesa di Sant’Antonio in San Pietro al Muro delle Lame è chiusa per motivi di sicurezza. La passeggiata che era stata sistemata qualche anno fa è di nuovo fuori uso. «Aspettiamo con fiducia che venga fatto qualcosa nel più breve tempo possibile», insistono gli atleti e quanti frequentano abitualmente il Muro delle Lame e ovviamente chi abita sopra quel costone. «La frana del 1956 che ha abbattuto una fetta della città, avrebbe dovuto insegnare che la natura presenta il conto quanto meno te lo aspetti. Inutile piangere dopo», concludono i cittadini. (p.c.)
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