Camping Sangro torna al Comune

Il sindaco: vinto il ricorso al Tar, doveva restare la funzione turistica
TORINO DI SANGRO. Il Camping Sangro, in passato adibito a Centro di accoglienza per migranti, torna nella piena disponibilità del Comune. A distanza di circa un anno dallo sgombero dei 52 profughi ospitati nel campeggio e trasferiti altrove, l’amministrazione comunale è rientrata in possesso della struttura, dopo aver vinto il ricorso al Tar di Pescara. «Il Tribunale amministrativo ha ritenuto valida ed efficace la decisione del Comune di risolvere il contratto con la ditta concessionaria per gravi inadempienze», commenta soddisfatto il sindaco Nino Di Fonso, «e in particolare per la violazione del divieto di mutamento della destinazione turistica del campeggio. Siamo riusciti a mantenere un importante impegno assunto in campagna elettorale».
Il sindaco ricorda che il primo risultato venne conseguito nell’estate 2018, quando riuscì ad ottenere la definitiva cessazione del camping da ogni attività di accoglienza migranti. Tuttavia restava la violazione della convenzione tra il Comune e la concessionaria, laddove si faceva divieto di modificare la destinazione turistica del campeggio. «La precedente amministrazione comunale aveva arbitrariamente autorizzato la ditta a ospitare i migranti», prosegue Di Fonso, «con notevoli danni di immagine ed economici per il Comune. Una situazione che ho denunciato più volte quando ero all’opposizione e che ha trovato riconoscimento nella decisione del Tar». (a.b.)
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