Candidati a sindaco tra programmi e comizi
De Nicolis: subito la nuova statale 16. Travaglini parla in piazza. Mariotti: città impoverita
SAN SALVO. «Chi boicotta la variante alla Statale 16 fa un danno enorme alla nostra comunità, perché bloccherebbe la realizzazione di un intervento infrastrutturale di cui San Salvo ha estremamente bisogno». Emanuela De Nicolis, candidata sindaco del centrodestra scende in campo dopo le polemiche a distanza tra l’amministrazione comunale di Vasto e la Regione. «Occorre ribadire con chiarezza un concetto espresso nelle settimane passate», rimarca De Nicolis, «cioè che il finanziamento di 86 milioni di euro già stanziati per la variante della Statale 16 non ha alcun impatto ambientale sul territorio comunale di San Salvo. La nostra posizione è di buon senso e responsabile, proponiamo di partire dalla realizzazione delle tratte che non pongono problemi, come quella che riguarda San Salvo. Così non perdiamo le risorse che riguardano il nostro territorio dove l’impatto ambientale è zero e allo stesso tempo favoriamo la valutazione di alternative tecniche meno impattanti per Vasto».
Nel frattempo uno dei suoi competitor, Fabio Travaglini, che guida una coalizione di centrosinistra allargata ad altre forze, apre la stagione dei comizi. L’appuntamento è per domenica 8 maggio in piazza Papa Giovanni XXIII. «Insieme alle liste della coalizione incontreremo i cittadini per parlare delle nostre idee e delle nostre proposte per la San Salvo del futuro», annuncia Travaglini, «torniamo in piazza, nel cuore della città che vogliamo rilanciare, per far conoscere a tutti la grande squadra che abbiamo costruito in questi mesi, sempre dialogando con i cittadini per comprendere le reali esigenze di San Salvo e dei sansalvesi».
Impegnato a far conoscere le sue proposte per il rilancio della città, con particolare riguardo al centro storico, anche Giovanni Mariotti, candidato sindaco del centrosinistra. «Il centro soffre da anni una condizione di impoverimento del suo tessuto socio-economico, dovuto essenzialmente allo spopolamento e alla chiusura di numerose attività artigianali, commerciali e professionali», sostiene Mariotti, «e in particolare alla mancanza di attività di animazione sociali e culturali». (a.b.)
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