Candidature in Provincia: centrosinistra in fermento

Il polo civico aveva chiesto l’appoggio unitario alla propria rappresentante De Cesare: «Senza chiarimenti dal Pd, possibili scelte autonome alla Regione»
CHIETI. Le candidature alle elezioni provinciali del 21 dicembre nel capoluogo sono una ferita da ricucire. Ed è nella “casa provinciale allargata”, oggi dimora del polo civico che governa Chieti con il centrosinistra, che vanno lavati i panni sporchi. Al gruppo che fa capo al vicesindaco Paolo De Cesare, corposo alleato del sindaco Diego Ferrara, non è andata giù la presenza di tre candidati teatini nella lista del centrosinistra alle Provinciali. «Serve chiarezza da parte del Partito democratico», lamenta De Cesare, «altrimenti potremmo anche fare scelte diverse per le Regionali».
MANCATA INTESA IN PROVINCIA
De Cesare e i suoi chiedevano in pratica una scelta di coalizione cittadina per il voto del 21 dicembre. «Due anni fa c’erano già stati dei malintesi con Francesco Menna (presidente della Provincia, ndr) e il Pd», ricorda il vicesindaco, «e stavolta si è ripetuto qualcosa del genere. È assurdo che ci siano tre candidati su Chieti che fanno riferimento alla coalizione che amministra la città, con il rischio che, con il voto ponderato, non ne venga eletto neanche uno. Noi eravamo dell’avviso che tutta la coalizione dovesse fare squadra intorno a Silvia Di Pasquale». Invece ci sono anche Barbara Di Roberto di Azione e Andrea Rondinini del Pd. Sembra che soprattutto il secondo abbia fatto storcere il naso al polo civico, visto il radicamento del Pd su tutto il territorio provinciale, mentre il partito di Calenda, tra i Comuni maggiori avvantaggiati dal voto ponderato, esprime amministratori solo a Lanciano e appunto Chieti.
NESSUN PROBLEMA IN COMUNE
La maretta per le Provinciali, assicura De Cesare, non avrà ripercussioni in municipio: «Ci sta a cuore la tenuta della maggioranza», taglia corto, «non abbiamo assolutamente nulla da eccepire sul fatto che i due assessori da rinominare siano uno espressione di “Liberi a sinistra” e l’altro scelto dal sindaco». Nel primo caso assessore in pectore viene considerata Alberta Giannini, nel secondo Filippo Di Giovanni, che è anche consigliere del Pd oltre che ex assessore provinciale. Sull’assegnazione delle deleghe da parte di Ferrara, data come imminente, quindi «nessun veto», ribadisce il vicesindaco. Non è però detto che il vento che tira oggi soffi nella stessa direzione pure domani.
IL NODO DELLE REGIONALI
Il 10 marzo infatti in Abruzzo si gioca una partita ben più pesante e più aperta: quella per il consiglio regionale. E un polo civico della consistenza di quello teatino conta. «A livello provinciale siamo stati penalizzati dalle dinamiche interne del Pd e da alcune forzature», dice ancora De Cesare, «quindi è necessario un chiarimento, innanzitutto col Pd, altrimenti potremmo anche fare altre scelte per le regionali, per le quali ci è stato proposto di appoggiare il candidato presidente del centrosinistra Luciano D’Amico. Serve un chiarimento, capire a che gioco giochiamo. Quando si fa squadra, si fa squadra sempre, e noi la stiamo facendo come principali alleati, per elettorato e numero di consiglieri, nell’amministrazione del capoluogo di Provincia». Insomma c’è il rischio che il polo civico che, pur eterogeneo per estrazione politica e ideologica, governa Chieti col centrosinistra, si ritrovi col centrodestra in Regione. E non sarebbe facile non far sapere a Palazzo d’Achille quello che fa l’Emiciclo.
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