Cantiere senza fine, protesta dei residenti

Tasso morto in via Sigismondi, polemiche sui lavori al palazzo Ater. Interviene il difensore civico
LANCIANO. Un tasso morto sul ciglio della strada riaccende le polemiche, mai sopite, sul destino del palazzo Ater incompiuto da 23 anni in via Sigismondi. Tornano a protestare alcuni residenti della via che da anni chiedono all’azienda territoriale per l’edilizia residenziale di porre fine al cantiere ormai abbandonato. Le petizioni cadute nel vuoto li hanno spinti, a luglio, a interessare del problema il difensore civico regionale, Giandonato Morra, che ha chiesto all’ente spiegazioni.
L’Ater non ha risposto al difensore, ma in una conferenza stampa ad agosto ha spiegato che il palazzo sarà recuperato. I residenti, però, non ci credono. «Vedere il tasso morto in via Sigismondi 19 mi ha addolorato tantissimo», racconta uno di loro, che ha poi chiesto al Comune di rimuovere la carcassa. «Purtroppo incontrare di notte un tasso nella mia zona non era una sorpresa perché nel posto in cui il povero animale è spirato da decenni c’è un cantiere dell’Ater abbandonato, pieno di alberi e cespugli», riprende il residente, «che è rifugio di animali selvatici e ritrovo dei ragazzi della zona che vi accedono senza problemi. L’area è pericolosa, e l’ultima segnalazione che abbiamo fatto all’ente per un intervento, il 6 novembre 2021, purtroppo è rimasta ancora senza risposta. Così l’11 luglio scorso ci siamo rivolti al difensore civico regionale, l’avvocato Morra». I residenti hanno lamentato la «grave situazione di disagio» che vivono da anni nel rione più popoloso della città con oltre 9mila residenti, per la presenza del cantiere Ater con lo scheletro di un palazzo rimasto incompiuto da 23 anni che è diventato rifugio di animali selvatici e non solo.
Al difensore gli abitanti hanno ricordato di aver sottoscritto una petizione per l’abbattimento di quella che era la struttura portante del palazzo nel 2018. Hanno poi chiesto che cosa accadrebbe se, al posto dell’ente pubblico, fosse un semplice cittadino a lasciare un cantiere fermo e nel degrado per decenni. «Il difensore il 5 agosto ha risposto chiedendo lumi all’ente», riprende il residente, «ma, ancora oggi, non sono arrivate delucidazioni. Eppure quel cantiere infinito è pericoloso, ci sono balconi senza protezioni che finiscono nel vuoto, e rappresenta uno sperpero di denaro pubblico». L’Ater però ha risposto in una conferenza stampa proprio ad agosto assicurando che, grazie all’arrivo di fondi regionali (1.874.289 euro) e soldi Ater, (420mila euro), ci sarà il recupero del palazzo. Il presidente Fausto Memmo ha spiegato che non sarà abbattuto come si pensava anni fa, ma ci saranno «lavori di adeguamento sismico, energetico e completamento funzionale per ottenere 12 alloggi tra 70 e 95 metri quadrati che saranno a canone sociale». Il problema per i residenti è sapere “quando” i lavori partiranno.
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