Cantieri in ritardo in ospedale

21 Luglio 2016

Fermi i lavori in Chirurgia e per rimuovere l’amianto. Al Pronto soccorso cerotti sul pavimento

LANCIANO. Poco più di un anno e si solleva il pavimento al pronto soccorso. Dopo le sale operatorie, dove è successo per le infiltrazioni d’acqua e dove saranno effettuati lavori a cavallo di Ferragosto, scotch e cerotti sono apparsi nell’ala nuova del pronto soccorso. Quella inaugurata nell’aprile 2015. Insomma c’è un problema di pavimentazione all’ospedale Renzetti: tra quello vecchio in vini-amianto da rimuovere -e non da rattoppare alla buona- nella palazzina centrale e quelli nuovi che saltano, non c’è di certo che essere allegri. Se lascia perplessi il fatto che siano saltati i pavimenti nelle sale operatorie inaugurate nel 2010 dopo lavori costati 5,6 milioni di euro, ancora di più che sia saltato parte del pavimento al pronto soccorso aperto il 13 aprile 2015. Camminandoci sopra si ha la sensazione di molleggiare e bisogna fare attenzione a non inciampare. Viene spontanea allora una domanda: come è possibile che un pavimento nuovo si sollevi già? «Piuttosto bisogna chiedersi come sono stati fatti i lavori», dice Patrizia Bianchi, referente regionale del Nursing Up, «in un ospedale dove sono aperti inspiegabilmente più cantieri senza che ne sia stato chiuso uno». Parcheggio interno, lavori per la rimozione dell’amianto, sicurezza, lavori in Cardiologia, Geriatria e pronto soccorso: questi i cantieri aperti a cui si aggiungeranno a breve le sale operatorie. «Il parcheggio: paletti e recinzione sono stati messi ad aprile», riprende la Bianchi, «ormai è stato abbandonato. Operai spariti, ferri arrugginiti e disagi per utenti, disabili e personale. Dovevano finire il 20 gennaio scorso, ma sono in corso anche i lavori della messa in sicurezza dell’intero presidio (un intervento da 2.700.000 euro, ndc): sono previste penali per questi ritardi? E l’amianto? Dopo il blitz della Forestale nei reparti, il 4 febbraio 2015, che rilevò la presenza di vinil-amianto, bisognava fare i lavori. Sono stati stanziati 630.000 euro ma sono stati fatti solo dei rattoppi invece che la sostituzione dei pavimenti in Direzione sanitaria, Pediatria, Ginecologia e Rianimazione. Perché?». Poi c’è il caso della Chirurgia: primo reparto ad essere trasferito nell’agosto 2012 per lavori che non sono stati ancora fatti. «Dov’è la ratio nello spostare la Chirurgia, confinarla in un piano lontano dalle sale operatorie e poi non fare i lavori?», chiede la sindacalista, «e in Cardiologia i lavori che dovevano finire a febbraio sono fermi. L’intervento di due anni fa da 90.000 euro è stato raddoppiato per rifare tutto il reparto, ma sono mesi che è tutto fermo. Perché? Questo porta danni in Chirurgia dove mancano anche i medici, visto che quelli andati in pensione non sono stati sostituiti. I lavori -ben vengano, sia chiaro- bisogna controllarli, per evitare sgradite sorprese come i pavimenti che saltano, e ultimarli, magari iniziando uno o due cantieri alla volta, non sei tutti assieme e con un settimo, quello delle sale operatorie, in apertura». Pare, invece, che sia in dirittura d’arrivo la ristrutturazione della vecchia ala del pronto soccorso: qui, dopo mesi in attesa che il cemento della nuova rampa solidificasse, gli operai sono tornati a lavorare.

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