Cantoniere assenteista, il pm chiede 5 anni

Casoli. La Procura vuole la condanna del dipendente della Provincia. Per la difesa, invece, va assolto
CASOLI. Da un lato c’è la Procura che, tramite il pm Serena Rossi, chiede la condanna a 5 anni di reclusione e 1.500 euro di multa per Agostino Ramondo, 55 anni, di Casoli, capo cantoniere della Provincia accusato di assenteismo. Dall’altro c’è la difesa, rappresentata dall’avvocato Consuelo Di Martino, che invoca l’assoluzione. Di mezzo c’è il collegio -con i giudici Andrea Belli (presidente), Stefania Cantelmi e Cristina Di Stefano- che il prossimo 9 maggio dovrà emettere la sentenza nei confronti dell’uomo accusato di truffa aggravata, peculato e falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici. Secondo le indagini condotte dai carabinieri della polizia giudiziaria, e come ribadito in aula dal pm, Ramondo attestava di essere in servizio dal 13 dicembre 2014 al 28 settembre 2015, mentre invece era nel negozio della moglie oppure a casa a sbrigare faccende personali. In alcune occasioni avrebbe usato anche i mezzi della Provincia per spostarsi e a fine gennaio 2015 avrebbe ordinato al personale alle sue dipendenze di tagliare in piccoli pezzi della legna di proprietà dell’ente, che poi avrebbe portato a casa sua, a bordo dell’auto di servizio. Il 13 dicembre 2014, inoltre, l’uomo, accortosi dei controlli della polizia giudiziaria, avrebbe fatto una falsa domanda di congedo, datandola il giorno precedente ma presentandola solo giorni dopo. Ramondo, a processo, ha respinto tutte le accuse. «Ho sempre lavorato anche fuori dall’orario normale, con straordinari non retribuiti», ha detto ai giudici, «andavo nel negozio per usare la fotocopiatrice e il fax per la Provincia». E rientrava sì a casa, ma per prendere le medicine perché «il magazzino della Provincia, che è vicino all’abitazione, era privo di servizi igienici e acqua potabile». L’ente, rappresentato dall’avvocato Giuseppe Di Sebastiano del foro di Chieti, è parte civile. (t.d.r.)
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