Caos pronto soccorso Afflusso da record: pazienti in fila per ore

In servizio soltanto due medici tra ferie e personale in malattia Mattinata di grande affollamento: utenti costretti a ritornare
CHIETI. Pronto soccorso del policlinico preso d’assalto con gli operatori sanitari in grave difficoltà nella gestione delle diverse emergenze. Spazi inadeguati, gravi carenze d’organico, aumento dell’utenza, dovuto anche ai tanti incidenti stradali che si registrano soprattutto nei fine settimana estivi, stanno facendo vivere giornate d’inferno sia al personale sanitario sia agli utenti.
Ieri mattina la concomitanza tra ferie e personale in malattia ha lasciato al lavoro soltanto due medici. E tra le 10.30 e le 11.30 si sono registrati momenti di grande affollamento con gli operatori che non sapevano a chi rivolgersi e con le ambulanze che si affollavano nel piazzale.
«Noi siamo già venuti questa notte per accompagnare una ragazza che aveva mal di stomaco», racconta una coppia in attesa, «ma nella notte ci hanno detto di tornare a casa perché non c’era nessuno e di ritornare alla mattina. Così abbiamo fatto, ma quando siamo ritornati ci hanno detto che era meglio se andavamo a Ortona perché qui c’erano solo due medici».
Fratello e sorella hanno accompagnato, invece, il padre alle 7 del mattino: alle 13, con i 33 gradi di ieri, erano ancora fuori ad aspettare: «Dentro non si può più stare», dicono, «noi abbiamo anche il Green pass, ma nella sala d’aspetto fanno restare solo i pazienti». Gli accompagnatori vengono invitati a stazionare fuori, nonostante ci siano poche panchine a disposizione e anche poca ombra per ripararsi dalla calura del sole di agosto. D’altronde con l’emergenza Covid in corso non si può creare affollamento in locali angusti e poco aerati. Qualcuno, prevedendo le ore d’attesa, ha portato con sé bottiglie d’acqua e panini, consumati alla meno peggio sugli scalini all’ombra che danno sul piazzale della struttura.
Una signora dal pronto soccorso è stata mandata agli ambulatori dell'ospedale per poi scoprire che lì di sabato non c’era personale. È stata invitata dunque a tornare in pronto soccorso dove si è fatta diverse ore d’attesa, visto che non era un caso urgente. La Asl ha deciso di dare il via a interventi per ampliare il pronto soccorso teatino. I lavori dovrebbero essere ultimati fra un anno. Si sono resi necessari non solo per l’inadeguatezza dei locali ma anche perché l’emergenza pandemica ha fatto sì che tutte le strutture sanitarie dovessero attrezzarsi con due diversi pronto soccorsi, uno Covid e uno non Covid, con percorsi separati e protetti per i pazienti di Malattie infettive, Pneumologia e Rianimazione. Per questo ci si è mossi anche all’ospedale di Chieti, dimenticando, però, il problema della carenza d'organico. Senza contare che la struttura da mesi è senza primario: andato in pensione l’ex direttore Antonio Iacovella, non si è ancora provveduto alla sostituzione.
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