Capannone a fuoco all’alba, indagini sul dolo

Poggiofiorito, in fiamme un’autorimessa usata per sistemare le vetture prima della vendita
POGGIOFIORITO. L’allarme scatta alle 5 del mattino, quando una colonna di fumo inizia ad alzarsi in cielo richiamando l’attenzione dei primi cittadini svegli all’alba di un apparentemente tranquillo venerdì. Un incendio ha interessato una rimessa nel centro di Poggiofiorito, ieri mattina, alle prime luci del giorno. A fuoco un’automobile, diversi attrezzi meccanici ed agricoli. Danni ingenti, ma per fortuna nessun ferito. Il fabbricato si trova tra i vicoli che si snodano nell’area centrale di Poggiofiorito, e veniva utilizzato come luogo in cui il proprietario - un commerciante d’auto - esegue piccoli lavori prima di rivendere le vetture. All’interno della rimessa ce n’era una, già venduta e in attesa che il titolare venisse a ritirarla. Ma con il rogo, ne resta ben poco.
L’allarme è scattato quando una persona che risiede nelle vicinanze del capannone si è accorto del fumo. Sono stati avvisati subito i vigili del fuoco e poi il proprietario della rimessa, anch’egli accorso in pochi minuti. Una squadra di pompieri del distaccamento di Ortona ha spento le fiamme e dato il via agli accertamenti per capire come sia potuto accadere. Al momento tutte le ipotesi sono al vaglio: non è esclusa la natura dolosa dell’incendio. Pare, però, che nessuno abbia visto strani movimenti nei minuti precedenti lo scoppio del rogo. Quando ieri mattina siamo giunti sul posto, le fiamme erano già state spente e la rimessa era stata delimitata con il classico nastro bianco-rosso. All’interno si intravedeva l’automobile carbonizzata, mentre il proprietario e i relativi familiari erano ancora lì, sgomenti di fronte a quanto avvenuto. Incredulo, qualche residente del paese si è avvicinato dopo aver appreso la notizia, che con il passare delle ore si è via via diffusa nel piccolo centro.
Sabato scorso, l’automobile di un cercatore di tartufi fu incendiata a pochi chilometri di distanza - nella zona di Villa Selciaroli (Crecchio) - da dove ieri si sono sprigionate le fiamme. Probabilmente si tratta di una semplice casualità, ma anche in quell’occasione l’incendio divampò intorno alle 5 del mattino. Da subito non ci furono dubbi sulla sua natura dolosa. Il Pk Ford Ranger di un tartufaio di Atessa - arrivato lì insieme ad altri due suoi colleghi in cerca del prezioso tubero ed in compagnia di sei cani - parcheggiato sulla comunale che interseca la Marrucina (la strada che collega Crecchio con Poggiofiorito), fu distrutta dalle fiamme appiccate da ignoti. Si pensò alla “guerra dei tartufi” come motivo che avrebbe spinto a compiere un tale atto. Ma con la vicenda di ieri (seppur non ci siano conferme sull’eventuale dolo) cresce la preoccupazione tra la comunità del comprensorio marrucino.

