Capasso confermato alla guida del Museo universitario

17 Settembre 2015

CHIETI. Il Senato accademico dell’università d'Annunzio ha confermato con voto unanime il professor Luigi Capasso alla guida del Museo universitario, mettendo così fine, nel migliore dei modi, ad...

CHIETI. Il Senato accademico dell’università d'Annunzio ha confermato con voto unanime il professor Luigi Capasso alla guida del Museo universitario, mettendo così fine, nel migliore dei modi, ad una situazione che aveva creato non poche perplessità dal momento in cui la carica di direttore era stata messa a concorso. Perplessità nate dal fatto che è stato proprio il professor Capasso a creare la realtà che oggi il Museo rappresenta, nel quadro non solo cittadino. Infatti il Museo, dal momento in cui è nato ventuno anni fa, inizialmente a palazzo De Pasquale, poi in locali del Rettorato della d’Annunzio a Madonna delle Piane ed infine nella attuale sede dell’ex Enal, a Chieti alta, nel viale che porta alla villa comunale, ha avuto nel professor Capasso l’autore di scelte che hanno arricchito man mano la struttura, portandola a diventare non solo un centro di grande attrattiva per ciò che espone ma anche, grazie ai suoi laboratori e alla perizia dei collaboratori che negli anni si sono formati all’interno del museo, un punto di riferimento per ricerche di livello internazionale. A dimostrarlo tanti successi ottenuti, collaborando con prestigiose università e altri musei.

Ci sono anche cifre importanti a che segnano il successo del Museo universitario: quasi 20 mila reperti, alcuni dei quali non hanno ancora trovato posto nei duemila metri dedicati alle esposizioni, oltre 12 mila visitatori all’anno, con larga partecipazione di scuole, e tante iniziative di alto valore culturale che hanno fatto guadagnare la certificazione dell’Unesco e dell’Associazione nazionale dei musei scientifici. Insomma il museo teatino a ben diritto è diventato uno dei maggiori musei abruzzesi e certamente tra i migliori dell’Italia centrale.

Il Museo non ha poi solo alta valenza scientifica, con reperti che raccontano la storia dell’evoluzione umana, preziosi fossili, collezioni naturalistiche che fanno parte della storia del territorio, alcune delle quali salvate dal degrado e dalla distruzione proprio dall’acquisizione del Museo, ma ha aperto i suoi spazi espositivi anche all’arte, grazie alla donazione del mecenate Alfredo Paglione. Infatti vi si può ammirare una preziosa collezione di tartarughe, con opere firmate da Fontana, Cascella, Guttuso, tanto per fare alcuni nomi, e fuori dal museo è stata collocata una scultura di Paolo Borghi, dono sempre di Paglione, con una tartaruga che regge il campanile di San Giustino .

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