“Capitale della cultura” Lanciano ci riprova e punta anche sul sacro

Già inviata al ministero la manifestazione d’interesse per il 2025 Ranieri: settore importante per la crescita di Lanciano e per il turismo
LANCIANO. “Il giubileo della cultura del sacro”: è l’idea progettuale con la quale Lanciano si candida ad essere “Capitale italiana della cultura 2025”. Il sindaco Filippo Paolini e l’assessore alla cultura Danilo Ranieri hanno inviato la manifestazione di interesse al ministero dei Beni culturali per partecipare a questo bando ideato nel 2014 per sostenere e valorizzare la capacità progettuale e attuativa delle città italiane nel campo della cultura, per la loro crescita economica, sociale e culturale e che assegna anche un contributo di un milione di euro alla città vincitrice. Per Lanciano è il secondo tentativo dopo quello fallito nel 2017, per la candidatura del 2020. «La cultura è fondamentale per la crescita della città e anche per il turismo», dice Ranieri, «e non a caso ci stiamo puntando e vorremo partecipare al bando. Ci sono però lacune da colmare, anche dal punto di vista infrastrutturale, ed è per questo che valuteremo bene se presentare l’intero progetto entro il 13 settembre e andare avanti, oppure no».
ITER E PRETENDENTINon sarà facile per Lanciano ottenere la vittoria visto che dovrà vedersela con altre 15 città, tra cui Sulmona e Pescina, oltre ad Agrigento, Aosta, Assisi, Asti, Bagnoregio, Reggio Calabria, Enna, Monte Sant’Angelo (Foggia), Orvieto, Otranto, Peccioli (Pisa), Roccasecca (Frosinone) e Spoleto. Entro il 13 settembre bisogna presentare il dossier col progetto che sarà valutato da una commissione di esperti. «Dovrà contenere anche il cronoprogramma delle singole attività, l’impegno economico e gli obiettivi», spiega Ranieri. «Entro il 15 novembre 2022 ci sarà l’esame, e il 17 gennaio 2023 l’annuncio della città vincitrice. Ma stiamo valutando se presentare il progetto a settembre o rimandare di un anno la candidatura».
IL PROGETTO«La nostra idea», riprende l’assessore, «è legata al Giubileo di Roma del 2025, ci inseriamo in questa direttrice, da qui il progetto del Giubileo della cultura del sacro. È un’idea concreta, altrimenti con il sindaco Paolini non avremmo avanzato la candidatura al Mibact per l'edizione 2025. Tutto il “mondo” lancianese 2025 si legherebbe alla cultura e al Giubileo: ad esempio abbiamo chiesto all’Estate musicale frentana di studiare un programma concertistico di unione con la musica sacra, poi la stagione teatrale sarebbe legata al teatro del sacro, la lirica, il cartellone estivo e quello del maggio della cultura, le feste, tutto sarebbe in linea col Giubileo, il sacro, che non è solo il Miracolo eucaristico. Inoltre sfrutteremo il legame con l’Opera romana pellegrinaggi per portare i pellegrini anche a Lanciano». Ma ci sono dei limiti che frenano la presentazione. «Nel bando è scritto che chi ha partecipato alla selezione per il 2024 ha fatto l'istruttoria e non ha vinto, non può partecipare per il 2025», spiega Ranieri. «Se questa clausola sarà posta anche ora valuteremo se andare avanti il 13 settembre o fermarci e riproporre la candidatura magari il prossimo anno, perché ad oggi abbiamo dei limiti, ad esempio infrastrutturali, che potrebbero inficiare il progetto e bloccarci». Il limite della carenza di strutture per spettacoli e ricettive bloccò pure il progetto del 2017 della giunta Pupillo “La cultura dell’anima. Lanciano città del miracolo, della musica e delle fiere”.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

