«Capo gang a Rebibbia, il caso è chiuso»

14 Novembre 2018

Il questore Borzacchiello: a giorni il romeno sarà trasferito in Abruzzo, ma continuano le indagini su altri furti e rapine

LANCIANO. «Il cerchio è chiuso»: è il questore di Chieti, Ruggiero Borzacchiello, a mettere un punto alla cruenta rapina avvenuta il 23 settembre scorso nella villa dei coniugi Martelli. Il medico Carlo Martelli e la moglie Niva Bazzan furono pestati a sangue e lei mutilata a un orecchio da una banda romena per due orologi, un anello e 1.990 euro.
L’ESTRADIZIONE. Il cerchio si è chiuso appena Marius Adrian Martin, 34 anni, considerato la mente della banda, è sceso dall’aereo a Fiumicino scortato da personale del Servizio per la cooperazione internazionale di polizia del dipartimento della Pubblica sicurezza. Ad accoglierlo anche i carabinieri di Lanciano, oltre agli uomini della polizia, dello Sco di Roma che gli hanno notificato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Lanciano, Massimo Canosa, su richiesta del procuratore Mirvana Di Serio, in cui gli si contestano il concorso in rapina pluriaggravata, sequestro di persona, lesioni gravissime e porto abusivo di arma (la roncola con cui è stato tagliato mezzo orecchio alla Bazzan). Martin il giorno dopo la rapina era fuggito in bus in Romania, a Craiova, dove è nato e vive ancora il padre. Si era rifugiato da lui. È stato fermato grazie alle intercettazioni telefoniche e ai dettagli forniti dallo Scip della Direzione centrale della polizia criminale, attraverso le Divisioni Interpol e Sirene (Supplementary information request at the national entries), alla polizia romena. È stato trasferito nel carcere romano di Rebibbia. «A giorni sarà portato in Abruzzo», dice Borzacchiello, «ma con il suo arrivo per noi il cerchio su questa rapina è chiuso. Non ci sono altre situazioni da verificare ma solo da quantificare gli elementi a carico della gang rumena - formata dai fratelli Turlica, Costantin Aurel e Ion Cosmin, Ruset Aurel, Bogdan George Ghiviziu, Alexandru Bogdan Colteanu, braccio violento della banda e Martin, la mente - per cercare di essere il più possibile probanti in giudizio».
LA SCIENTIFICA. Tra questi le prove della polizia scientifica di Ancona. «È una mole di reperti notevole», precisa il questore. Si tratta di impronte, tracce ematiche e biologiche trovate sulle auto, in casa e poi su tute, scarpe, passamontagna, guanti usati durante la rapina nonchè sullo scotch e le fascette per imbavagliare e legare il medico e la moglie e che erano in un borsone abbandonato in una campagna. Ci sono anche i contenuti dei cellulari sequestrati ai rapinatori. Il questore ha messo anche un altro punto fermo: «Nessuna donna ha partecipato alla rapina». Infine ha confermato che le indagini vanno avanti per le rapine e i furti avvenuti sul territorio e rimasti ancora insoluti.
ALTRI FURTI E RAPINE. Indagini su cui lavorano gli uomini della polizia, della mobile di Chieti guidata da Miriam D’Anastasio e i carabinieri di Lanciano, coordinati dal capitano Vincenzo Orlando e dal tenente Massimo Canale. La polizia è più concentrata sulle rapine, quella a Domenico Iezzi, il commerciante di San Vito a cui i banditi amputarono il dito il 26 marzo 2018, a Massimiliano Delle Vigne a Santa Maria Imbaro, a Carlo Iubatti a Guardiagrele. Sui 6 furti con spaccata ai bar sono concentrati i carabinieri.
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