Capo operaio Sevel muore sul trattore

15 Agosto 2020

Massimo Bozzelli, 49 anni, stava pulendo l’uliveto dietro casa: schiacciato fra un ramo e il mezzo agricolo. Oggi i funerali

LANCIANO . È morto in mezzo agli ulivi dietro casa, schiacciato fra un grosso ramo e le leve di comando del trattore. Si è spezzata così la giovane vita di Massimo Bozzelli, 49 anni, capo operaio alla Sevel di Atessa. L’incidente agricolo è avvenuto intorno alle 6.30 mentre l’uomo ripuliva un appezzamento di terreno dietro la sua abitazione, in località Quercia del Corvo, a San Vito Chietino. Ma il corpo del 49enne è stato scoperto solo un’ora più tardi, quando ormai per lui non c’era più nulla da fare. Bozzelli, supervisor di linea al Montaggio (turno A) nello stabilimento del Ducato, era in ferie per via del fermo collettivo - questa settimana e la prossima - della fabbrica di Atessa.
Ieri mattina si è alzato all’alba, come annunciato alla moglie la sera prima, per andare a tagliare l’erba che era cresciuta fra gli ulivi nel terreno dietro l’abitazione di famiglia, piante di cui il 49enne si prendeva cura per fare l’olio. Alla guida di un piccolo trattore cingolato stava ripulendo il terreno sotto una pianta d’ulivo ad appena un centinaio di metri da casa, quando è avvenuta la tragedia. Nel fare una manovra in retromarcia Bozzelli si è forse avvicinato troppo all’albero, rimanendo schiacciato tra un grosso ramo, sulla schiena, e le leve di comando del mezzo agricolo, che gli hanno procurato un trauma al torace che non gli ha dato scampo. Il 49enne è morto sul colpo. Non è escluso che possa aver avuto un malore mentre manovrava il mezzo, così da non avere né modo né tempo di arrestare la marcia del trattore. Il rumore del motore rimasto acceso e che girava a vuoto ha attirato l’attenzione della moglie che, una volta sveglia, è andata subito a controllare in mezzo ai campi. Alle 7.45 è stata la donna a trovare il marito, accasciato e immobile sul trattore, e a dare l’allarme. Ma il personale del 118 prima e il medico legale poi hanno potuto solo constatare il decesso dell’operaio. Sul posto sono arrivati i carabinieri della stazione di San Vito e della compagnia di Ortona, diretti dal tenente colonnello Roberto Ragucci, per ricostruire la dinamica dell’incidente.
La procura di Lanciano non ha disposto né il sequestro del mezzo né l’autopsia sulla salma, che è stata ricomposta per la camera ardente allestita nella casa al civico 49. Oggi, alle 16.30 nella chiesa dell’Immacolata Concezione, ci sarà l’ultimo saluto. La scomparsa improvvisa di Massimo Bozzelli ha scosso l’intera comunità sanvitese, incredula di fronte alle prime notizie che si andavano diffondendo in paese. Il 49enne lascia la moglie Assunta e il figlio Gabriele, 19 anni. In segno di rispetto l’amministrazione comunale ha rinviato tutti gli spettacoli in programma ieri e oggi. «Ben voluto e rispettato da tutti, Massimo si è dimostrato sempre disponibile verso il proprio paese», sottolinea un messaggio sulla pagina Facebook ufficiale del Comune, «per il quale negli ultimi anni aveva deciso d’impegnarsi come ispettore ambientale. Alla moglie, al figlio e alla famiglia tutta va il cordoglio dell’amministrazione comunale».
«Collaborava alle attività di vigilanza della polizia municipale», ricorda il suo impegno il comandante Luigi D’Addario, «contro le discariche abusive e per il rispetto dell’ordinanza che vieta la plastica». Tra i tanti messaggi di cordoglio ci sono quelli della comunità di Fratelli d’Italia e in particolare del circolo territoriale “Nino Sospiri”, di cui Massimo faceva parte, e dei capi e colleghi della Sevel di Atessa.