Caporale deve risarcire Benintendi

7 Dicembre 2021

La Cassazione annulla l’assoluzione del consigliere e rinvia gli atti al giudice civile

LANCIANO. Torna al giudice civile per la quantificazione dei danni la vicenda che vede come protagonisti il consigliere Davide Caporale e l’imprenditore Paolo Benintendi avvenuta nel dicembre 2011 quando Caporale, appellandosi al titolo di consigliere, cercò di bloccare i lavori edili in corso da parte della ditta di Benintendi in un palazzo in via Per Fossacesia per la presunta pericolosità di una conduttura del gas. A deciderlo la quinta sezione della Corte di cassazione a cui il processo, che vedeva Caporale imputato e Benintendi, oggi anche lui consigliere comunale, parte offesa è arrivato con il ricorso presentato dall’avvocato dell’imprenditore Alfonso Ucci. La Cassazione ha annullato la sentenza di Appello di assoluzione di Caporale e rimandato gli atti al giudice civile per i danni. Una sentenza che fa giurisprudenza e che conferma la correttezza dell'operato di Benintendi.
Caporale nel 2013 per questa vicenda finì a processo dinanzi al tribunale di Lanciano per tentata violenza privata e nel 2016 fu condannato a un mese e 20 giorni di reclusione e risarcimento dei danni di mille euro. Poi Caporale ha presentato ricorso in appello e nel settembre 2020 la corte dell’Aquila, superando la prescrizione del reato, lo ha assolto “perché il fatto non sussiste”. L’avvocato Ucci ha presentato ricorso in Cassazione per una serie di vizi della sentenza aquilana. Ora la suprema corte ha accolto il ricorso, annullato la sentenza di assoluzione dell'appello, rimettendo la causa, per la liquidazione - agli effetti civili - di tutti i danni, al tribunale civile competente.
«La giustizia ha avuto il suo corso, dopo aver denunciato un comportamento a mio avviso sgradevole che nessun consigliere comunale dovrebbe mai avere, considerata l’assenza di ogni pericolo e interesse pubblico alla vicenda», commenta Benintendi. «Sono soddisfatto per il mio assistito», aggiunge Ucci, «e gratificato anche perché questa sentenza, in linea con una recentissima pronuncia della Corte a sezioni unite, ha cristallizzato la risarcibilità dei danni da rimettersi alla quantificazione del giudice civile di rinvio anche nell’ipotesi di reati prescritti - come quello di Caporale - avallando così l’interazione fra le magistrature penali e civili ai fini di una migliore economia processuale. Aspettiamo le motivazioni della sentenza che costituirà un importante precedente». (t.d.r.)
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