Carabinieri, nuova archiviazione

30 Gennaio 2022

San Salvo. Anche il tribunale militare cestina le accuse a ex comandante e maresciallo

SAN SALVO. Il gip del tribunale militare di Roma ha archiviato il caso dell’ex comandante dei carabinieri della stazione di San Salvo, Antonello Carnevale, 57 anni, e del maresciallo Giuseppe Mancino 49, accusati di peculato, abuso di potere, accesso abusivo al sistema informatico e divulgazione di immagini coperte da segreto istruttorio (questi ultimi due reati solo per Mancino). Il giudice ha ritenuto di dover accogliere la memoria difensiva presentata dai legali dei due militari, gli avvocati Alessandro Orlando e Fiorenzo Mancini e, tenuto conto del pronunciamento del gip di Vasto, Fabrizio Pasquale, ha disposto l'archiviazione del procedimento. Per i due sottufficiali dell'Arma è la fine di un incubo durato tre anni.
I due militari della stazione di San Salvo ora riabilitati, finirono ai domiciliari nel 2019. Nel 2020 la Corte di Cassazione annullò l'ordinanza di custodia cautelare. A maggio 2021 il gip del tribunale di Vasto dispose l'archiviazione del procedimento e ora anche il gip del tribunale militare ha emesso lo stesso pronunciamento.
Il fascicolo contro Carnevale e Mancino partì dall'Aquila. A coordinare le indagini era stata la Direzione distrettuale antimafia. Tante e gravi le accuse. I due militari erano stati accusati di avere trattenuto 1.490 euro di una partita di 2.400 di banconote false che erano riusciti a bloccare sequestrando solo 900 euro. L'accusa è stata smontata dagli avvocati Alessandro Orlando e Fiorenzo Cieri. E neppure le intercettazioni telefoniche sono riuscite a provarla. I due carabinieri hanno sempre negato ogni addebito. I difensori hanno preparato una ricca documentazione che è riuscita a scagionare i due accusati. L'avvocato Cieri ha fornito importanti elementi per dimostrare che si era trattato di un equivoco. Con i due carabinieri nel 2019 vennero indagate altre 4 persone. Successivamente gli atti vennero trasmessi a Vasto. I due sottufficiali sono riusciti a dimostrare che i reati di cui erano accusati in realtà non li avevamo mai commessi. Mai trattenuti soldi falsi. Confutata anche l'accusa di accesso abusivo alla rete informatica e divulgazioni di immagini coperte da segreto istruttorio. Per i due militari che prima della disavventura legale si erano distinti per la lotta alle infiltrazioni malavitose in città, è la fine di una angosciante odissea. (p.c.)
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