Carcere, aggressione a un agente

Chieti. Polizia penitenziaria minacciata da un rom, il sindacato torna a protestare
CHIETI. Ancora un’aggressione nel carcere di Madonna del Freddo. Un detenuto di etnia rom ha dato in escandescenza perché gli è stato impedito di parlare con la moglie, anche lei detenuta nello stesso carcere. Il divieto sarebbe arrivato a causa di alcuni casi Covid all’interno della casa circondariale. Con un rudimentale coltello l’uomo ha minacciato la polizia penitenziaria e ha scagliato uno sgabello di legno contro un sovrintendente. A ricostruire l’accaduto è il segretario regionale del Sappe (Sindacato autonomo di polizia penitenziaria) Giuseppe Ninu: «È successo che», riferisce Ninu, «un detenuto di etnia rom, in attesa di primo giudizio, assegnato nel carcere di Chieti per colloqui con la moglie, anch’essa detenuta, a seguito di una disposizione di sospensione momentanea di colloqui interni per alcuni casi di positività al Covid fra detenuti, sia del reparto maschile che del reparto femminile, in tarda mattinata ha dato in escandescenza, minacciando il personale di polizia con un coltello rudimentale e scagliando con violenza uno sgabello in legno contro un sovrintendente, intervenuto per riportare all’ordine la situazione. Il collega, per fortuna, non ha subito lesioni perché lo sgabello si è frantumato contro il cancello di sbarramento della sezione. La cosa grave è che dopo questo episodio, la direzione del carcere ha fatto marcia indietro sulla sospensione momentanea dei colloqui interni e li ha consentiti proprio al detenuto facinoroso». Interviene anche Donato Capece, segretario generale del Sappe, che rivolge «solidarietà e vicinanza al personale di polizia penitenziaria di Chieti, che ancora una volta ha risolto in maniera professionale e impeccabile un grave evento critico». Non più di una settimana fa, nel carcere teatino, una detenuta sudamericana aveva aggredito una poliziotta penitenziaria, schiacciandola contro un cancello. (a.i.)
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