Carcere, due poliziotti aggrediti in 10 giorni

Lanciano. Di Giovanni (Uilpa): non riusciamo a garantire sicurezza con il calo del numero di agenti
LANCIANO. Due agenti aggrediti in dieci giorni nel supercarcere di Villa Stanazzo, dove alla cronica mancanza di personale si aggiunge il problema dei detenuti di “media sicurezza”. Dopo la modifica dei circuiti detentivi, il carcere di Lanciano è diventato un istituto solo di alta sicurezza, senza per questo vedere modificato, se non in peggio, il numero degli agenti in servizio.
«Eppure, il provveditorato dell’amministrazione penitenziaria continua ciclicamente ad inviare detenuti media sicurezza in un carcere che non ha più una sezione idonea a ospitarli», denuncia il segretario generale regionale della Uilpa polizia penitenziaria, Ruggero Di Giovanni, «creando tensioni ed eventi critici che sfociano anche in aggressioni fisiche al personale». Questa tipologia di detenuti viene destinata alle 8 celle della sezione “nuovi giunti” (destinata in genere a chi viene arrestato e vi resta poco tempo).
«Non essendo una sezione detentiva, non è vivibile per chi vi viene trasferito per scontarvi la pena», spiega Di Giovanni, «già 10 giorni fa un ispettore è stato spintonato da un detenuto che non gradiva l’assegnazione nel carcere frentano. Solo il caso ha voluto che il tentativo di aggressione non finisse in qualcosa di peggio, dato che il personale in servizio in quel turno era totalmente inappropriato a garantire il livello minimo di sicurezza».
Ieri, l'ultimo episodio: un assistente capo spintonato e buttato a terra da un detenuto a cui era stato ritirato un oggetto per un controllo.
«Da anni denunciamo il calo costante e inesorabile del numero di poliziotti penitenziari in servizio nella casa circondariale di Lanciano (114 a fronte dei 157 previsti in pianta organica, ndc) e l’oggettiva impossibilità di garantire la sicurezza all'interno del carcere», continua il segretario Uilpa, che torna a chiedere all’amministrazione penitenziaria «interventi, ormai non più rinviabili, a tutela dei lavoratori. Invitiamo inoltre chi di dovere a una verifica del repartino dove sono ammassati i detenuti media sicurezza, a nostro avviso inadeguato all’uso che ne viene fatto».
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