Carenza di acqua, sei sindaci chiedono lo stato di emergenza

Appello al governo dal Comune di Guardiagrele e da altri cinque enti riforniti da Pennapiedimonte Vogliono fondi per adeguare il sistema idrico del comprensorio: «Reti di distribuzione precarie»
GUARDIAGRELE. La crisi idrica impone delle soluzioni urgenti a cui il Comune sta provvedendo. La situazione sul territorio continua ad aggravarsi, procurando notevoli disagi ai cittadini. Le proteste aumentano di pari passo con le difficoltà, così su proposta dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Donatello Di Prinzio, è partita dalla città la richiesta di attivazione dello stato di emergenza idrica, indirizzata al ministro per il Sud e la Coesione territoriale Mara Carfagna, al ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e mare Roberto Cingolani, oltre che alla Prefettura, all’Ersi e alla Regione.
Alla richiesta formulata dal Comune di Guardiagrele, hanno aderito anche i sindaci dei Comuni di Pennapiedimonte, Filetto, Orsogna, San Martino sulla Marrucina e Casacanditella, ovvero di tutti i centri che vengono quotidianamente riforniti d’acqua dalla sorgente dell’Avello di Pennapiedimonte. I primi cittadini chiedono essenzialmente che vengano realizzate opere che negli anni possano assicurare, in modo continuativo, un giusto apporto idrico alle loro popolazioni, anche in considerazione dei cambiamenti climatici sfavorevoli ad un approvvigionamento adeguato. Un intervento necessario, dunque, per risolvere non solo gli attuali problemi ma anche quelli futuri.
Il sindaco Di Prinzio, unitamente ai suoi colleghi, chiede inoltre lo stanziamento di risorse economiche per una somma di circa 16 milioni di euro, affinché si possa procedere ad interventi di adeguamento del sistema idrico dell’intero comprensorio dell’Avello, attraverso la società Sasi che gestisce il servizio e che prima - nel 2008 e nel 2014 - aveva già redatto due progetti. Da tempo infatti viene evidenziato lo stato di assoluta precarietà in cui si trovano le reti di distribuzione che, vecchie ed ammalorate, ogni giorno lasciano disperdere enormi quantitativi di acqua, con perdite che si aggirano attorno al 50 per cento.
«La situazione», afferma Di Prinzio, «è diventata ormai insostenibile e solamente con azioni concrete si può porre rimedio alla crisi idrica che colpisce il territorio per gran parte della giornata. Ci auguriamo, quindi», conclude il primo cittadino, «di avere una risposta concreta e giungere al più presto ad una soluzione del problema».
Sul tema della carenza idrica va infine ricordato che il primo cittadino nelle scorse settimane, con una lettera inviata alla Sasi e all’Aca, aveva chiesto l’immediata attivazione del protocollo d’intesa stilato nel 2013 per fronteggiare le situazioni di emergenza.
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