«Carenze nel centro trasfusioni»

I donatori spiegano i disagi: segnaletica non visibile e poco spazio in sala d’attesa
CHIETI. Le carenze del centro trasfusionale dell’ospedale di Chieti creano disagi ai cittadini. Il grido di allarme arriva direttamente da chi frequenta abitualmente il centro per le trasfusioni del Santissima Annunziata. «Come paziente medico e cittadino», sottolinea Lucio Iannetti, donatore di Sangue e residente nel quartiere di San Martino, «mi vorrei rivolgere soprattutto all'assessore regionale alla sanità, Nicoletta Verì, per chiederle un intervento diretto sulle carenze della Asl di Chieti che ho notato».
La prima questione riguarda le tabelle esterne all’ospedale di Chieti, che Iannetti definisce «alcune a malapena leggibili, come ad esempio quella del centro trasfusionale dell’ospedale. Quelle tabelle informative sono molto importanti e andrebbero sostituite».
Le altre carenze individuate riguardano le condizioni e la gestione dello spazio nella sala d’attesa del centro trasfusionale:
«C'è una parte della sala», racconta Iannetti, «adibita a magazzino, dove ci sono macchinari, anche di un certo costo e valore, che invece dovrebbero essere coperti ed avere una stanza da un’altra parte. Tra l’altro, facendo così e spostando quell’attrezzatura, si potrebbe creare anche più spazio per le persone che attendono, garantendo magari dei posti a sedere in più».
Ma i disagi e le carenze non riguardano soltanto il centro trasfusioni dell’ospedale. Iannetti, infatti, come molti residenti di San Martino, lamenta la mancanza di medici di base nei pressi del loro quartiere.
«Qui ci troviamo senza medico di famiglia da un anno», dice Iannetti, «la dottoressa che lavorava in zona in precedenza è andata in pensione. Abbiamo un medico in meno attivo sul territorio e ora molte persone devono allontanarsi parecchio per ricevere le cure mediche di base. Quel locale dove si trovava la dottoressa era un punto di riferimento per tutti i residenti di San Martino, mentre ora è rimasto sfitto».
Iannetti sottolinea anche di aver provato a contattare, diversi mesi fa, direttamente l’assessore Verì, ma senza alcun risultato.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

