Caritas, boom di richieste: crescono i poveri in città

7 Novembre 2020

Sempre più teatini in fila per un pasto. Il direttore: tanti hanno perso il lavoro

CHIETI. La fila davanti al Centro di ascolto Caritas, in via dell’Arcivescovado, nel cuore del centro storico di Chieti, si allunga di giorno in giorno. L’emergenza sanitaria da coronavirus ha provocato un innalzamento della soglia di povertà che i dati Caritas certificano in maniera scientifica. «I nostri rilevamenti ci dicono che l’emergenza Covid ha fatto crescere del 16% la domanda di chi viene da noi a chiedere aiuto», conferma don Luca Corazzari, direttore della Caritas diocesana. «La città è in sofferenza, tutti i nostri indicatori ci attestano una crescita di condizioni di disagio e di difficoltà». A chiedere aiuto sono sempre meno stranieri: si tratta soprattutto di italiani, spesso persone che hanno perso il lavoro o che a causa di una malattia non ce la fanno a tirare avanti come prima. E sono in particolar modo donne. Sono loro che si fanno carico di bussare in cerca di sostegno da parte di tutta la famiglia. La Caritas ha anche attivato un servizio telefonico, perché ha capito che i nuovi poveri non arrivano da famiglie indigenti e per questo non sono neanche abituati a chiedere. Preferiscono perciò parlare a telefono piuttosto che mettersi in fila in mezzo alla strada.
L’ACCOGLIENZA Il direttore e i suoi collaboratori sono al lavoro negli uffici della sede della Curia in piazza Valignani. Per entrare bisogna lasciare nome, cognome e numero di telefono ed essere sottoposti al rilevamento della temperatura. Ovviamente la mascherina è d’obbligo. Davanti alle scrivanie di chi riceve il pubblico, come quella di don Luca, sono spuntanti pannelli di plexiglass. L’attenzione anti-contagio è massima. Una volta sbrigata la trafila delle generalità a pian terreno, le porte poi sono spalancate. Non bisogna neanche bussare. Nello stesso edificio, ma con entrata nella parte retrostante in via dell’Arcivescovado, c’è il Centro d’ascolto. Il Centro di distribuzione degli alimenti si trova invece in un altro stabile non lontano, in via Arniense. Allo Scalo, infine, nella parrocchia del Santissimo Crocifisso c’è la mensa per i poveri.
DATI IN CRESCITA «Abbiamo fatto una rilevazione su quanto possa aver inciso l’emergenza Covid sullo stato della povertà in città», spiega la coordinatrice delle strutture della Caritas Stefania Menna, consultando i suoi report, «abbiamo calcolato la differenza tra i nuovi iscritti del periodo che va da aprile a settembre 2019 e quelli dello stesso periodo di quest’anno: la crescita è del 16% in più». Percentuale che rapportata alla città di Chieti significa che, nel periodo tra aprile e settembre 2019, ci sono state 184 nuove iscrizioni e in quello degli stessi mesi dell’anno in corso, 255. «Anche i dati del Centro di distribuzione di via Arniense hanno subito un’impennata», continua la coordinatrice, «ora distribuiamo oltre 50 pacchi al giorno, più del doppio rispetto all’anno scorso». Nei pacchi c’è di tutto: olio, pasta, biscotti, farina, frutta, omogeneizzati, conserve. I pacchi sono anche più grandi rispetto al passato. «Tutto questo», dice don Luca, «grazie ai maggiori fondi messi a disposizione dalla Cei per far fronte alla pandemia». E così i 70mila euro di buoni spesa distribuiti dalla Caritas diocesana in tutta la diocesi di Chieti Vasto, grazie al contributo maggiorato della Conferenza episcopale italiana, quest’anno sono diventati 170mila. E la struttura è in attesa di ricevere altri 100mila euro, sempre come contributo straordinario per far fronte alla pandemia. «Sono i fondi dell’8 per mille», spiega don Luca, «la Chiesa li utilizza in questo modo».
CHIESA IN AIUTO Oltre al Centro di ascolto e al Centro di distribuzione, la Caritas ha attivato molti servizi per sostenere chi è in difficoltà. Come quelli per venire incontro ai ragazzi che vanno a scuola. Ci sono i contributi per l’acquisto dei libri scolastici e anche il nuovo progetto della cancelleria sospesa. In questo caso si può donare penne, quaderni e quanto serve per la scuola, semplicemente acquistandoli e lasciandoli in sospeso per gli studenti che non hanno la possibilità di fare quegli acquisti. Un altro progetto nuovo è il GifTecno: basta donare vecchi pc, tablet o smartphone per vederli ricondizionati e poi distribuiti agli studenti in difficoltà. In epoca di teledidattica, si tratta di strumenti essenziali al contrasto della povertà educativa. Il progetto è stato realizzato in collaborazione con il negozio Tuttufficio che provvede al ricondizionamento degli apparecchi elettronici.
LA SOLIDARIETÀ Ma se la povertà è in crescita, complice l’ondata epidemica, sale anche la solidarietà. Sia della rete territoriale che sostiene la Caritas, sia di quanti si mettono a lavoro come volontari. A loro va il ringraziamento di don Luca: «Nonostante le restrizioni causate dall’incedere dalla pandemia», ha detto il sacerdote, «i nostri volontari non si sono scoraggiati e vanno avanti nel loro servizio. A loro va il nostro ringraziamento, compresi i ragazzi che hanno svolto il servizio civile da noi nei difficili giorni del lockdown. Ringraziamo anche le tante persone che hanno contribuito con le loro offerte ad alleviare le condizioni delle famiglie più bisognose e i negozi convenzionati con la Caritas che hanno collaborato all’iniziativa della spesa sospesa. Iniziativa che stiamo per far partire nuovamente».
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