Caro gasolio, pesca in ginocchio Il Comune: «Aiuti alla marineria»

28 Marzo 2022

L’allarme degli armatori: «Per un’uscita occorrono almeno 560 euro al giorno solo per il carburante» Il vice sindaco: «Abbiamo chiesto ai parlamentari abruzzesi di sollecitare i sostegni per la categoria»

VASTO. La marineria è a rischio default. La crisi e l’aumento del gasolio stanno creando problemi a un settore vitale per l'economia e la gastronomia istoniense. Il vice sindaco di Vasto, Licia Fioravante, ha preso a cuore la questione. «I pescatori sono in grande difficoltà», afferma la Fioravante. «Sabato sono stata con il sindaco Francesco Menna a Pescara a un incontro con i parlamentari abruzzesi per discutere del grave problema del caro carburante. Ad oggi, nonostante la settimana di sciopero, per i pescatori nulla è cambiato nonostante le misure poste in essere dal Governo. Io e Menna abbiamo chiesto, per questo, maggiore immediatezza nelle misure di sostegno e aiuti concreti per la categoria. Il settore ittico insieme al comparto agricolo è messo in ginocchio dall’effetto catastrofico dell’aumento del carburante. Per quanto mi riguarda, sarò sempre al fianco dei pescatori, pronta a supportarli in questo momento di emergenza».
La settimana scorsa il vice sindaco aveva raggiunto il porto di Punta Penna accompagnata dal capogruppo di Futuro e Sviluppo per Vasto, Alessandro La Verghetta, e insieme agli operatori del Consorzio Vivere Vasto marina aveva atteso il rientro dei motopescherecci. Un gesto per dimostrare alla marineria la vicinanza dell’amministrazione comunale. «I pescatori», afferma Licia Fioravante, «sono l’anima e la tradizione della nostra città, un’identità culturale che va conservata e difesa».
Sono diverse le problematiche che sta vivendo il settore della pesca. Una situazione che sta preoccupando moltissimo la categoria. Un ulteriore aumento del costo del gasolio potrebbe costringere molti proprietari di pescherecci a non avvicendarsi in mare, soprattutto in questi periodi in cui la richiesta è poca e i prezzi sono minimi. Per chi, come i pescatori, dopo intere notti al largo i ricavi sono inferiori alle spese, è difficile continuare a lavorare.
Non meno importante la questione delle spese e degli oneri fiscali. I costi legati al caro gasolio incidono in maniera importante sul budget per la gestione di un’imbarcazione. Si consumano 800 litri al giorno in una battuta di pesca, che costa 560 euro al giorno solo di carburante, cui si aggiungono le spese fisse di personale, reti e usura barca. Senza dimenticare i contributi.
Solidarietà e l’invito a non arrendersi arriva dai ristoratori. La marineria vastese garantisce quotidianamente il pescato sulle tavole dei locali cittadini. La crisi del settore ittico rischia di provocare a cascata anche la crisi dei ristoranti locali. Vasto ha una tradizione culinaria fondata sui piatti a base di pesce. Gli operatori si stanno compattando per far fronte al periodo e salvare le eccellenze del territorio.
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