«Caro-mense, il pasticcio del Comune»

31 Agosto 2016

«Continua la confusione sulle tariffe della mensa. Gli impiegati dell’ufficio pubblica istruzione del Comune di Chieti indicano lo stesso pagamento dello scorso anno mentre sul sito istituzionale...

«Continua la confusione sulle tariffe della mensa. Gli impiegati dell’ufficio pubblica istruzione del Comune di Chieti indicano lo stesso pagamento dello scorso anno mentre sul sito istituzionale sono presenti le nuove tariffe. Rincarate, secondo la delibera di maggio, di circa il 49%. Ad una prima lettura c’è da essere soddisfatti. Il sindaco Di Primio ha dunque fatto un passo indietro annullando la delibera degli aumenti? Ma proprio no!

E’ verosimile pensare che, preoccupato dal ricorso al Tar presentato da alcuni genitori sull’illegittimità della delibera e dal parere dell’ufficio legale dello stesso Comune, sia corso ai ripari con le solite modalità “arraffazzonate”. Chi si assume la responsabilità di tale decisione non è dato saperlo. Quale organo politico ha assunto la decisione di applicare le vecchie tariffe (difformi rispetto a quelle contenute nella delibera succitata che è stata allegata al bilancio di previsione di cui è parte integrante)?

I genitori possono stare tranquilli? Direi proprio di no. Il rischio, per niente remoto, è che a dicembre (termine di scadenza della famigerata delibera) l’amministrazione comunale riapproverà le nuove tariffe maggiorate. Per cui dal primo gennaio 2017 sulle famiglie di Chieti, che ufruiscono del servizio mensa, graveranno di nuovo i maggiori costi che conosciamo. E’ scontato, a questo punto, chiarire che, nonostante tutti i dubbi che permangono sulla correttezza dell’operazione dal punto di vista contabile e sull’eventuale danno erariale che potrebbe profilarsi per chi l’operazione stessa ha autorizzato, il fatto che le famiglie siano state sgravate di queste maggiori somme è una vittoria della nostra battaglia ma, chiediamo ancora l’annullamento della delibera e soprattutto che le tariffe rimangano le stesse per tutto l’anno scolastico!».

Luigi Febo