Caro ministro Giannini ecco Scienze motorie

Il nostro viaggio nelle facoltà alla vigilia dell’inaugurazione dell’anno accademico Gli universitari costretti ad emigrare a Città Sant’Angelo per fare il tirocinio
CHIETI. Partiamo da Scienze motorie per raccontare in un percorso a tappe l’università d’Annunzio che il prossimo 2 febbraio inaugura il nuovo anno accademico alla presenza del ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini. Abbiamo scelto Scienze motorie non a caso, perché dopo i problemi registrati a inizio anno a Psicologia sulla mancata comunicazione delle date degli appelli degli esami, ci sono giunte segnalazioni su problemi dello stesso tipo anche a Scienze motorie. E così siamo andati a vedere. «Sì, in effetti, gli appelli sono usciti un po’ più in ritardo rispetto al solito», dice Massimiliano, studente al secondo anno, «ma certo qui i problemi sono moli di più. Innanzitutto facciamo poca pratica, cosa importantissima per un corso di laurea che ha a che fare con lo sport, e poi abbiamo a disposizione poco materiale didattico. Per fare un esempio: studiamo anatomia senza avere a disposizione il classico scheletro che si vede dappertutto quando si studia questo tipo di materia».
Altro grande problema sono i tirocini: «Sono pochi e proprio per questo motivo, spesso, rischi di andare fuori corso». Per la studentessa Andrea, invece, «il problema è stato ad inizio anno con il sito internet. So di gente che non è riuscita a prenotarsi in tempo a causa di procedure cambiate e ha dovuto saltare l’appello». Ma se pratica e tirocini sono un po’ il leit motiv delle lamentele degli studenti in generale, per quelli che sono a un passo dalla laurea il problema principale ha un nome e cognome: il severissimo professor Francesco Caciagli e lo spauracchio di Farmacologia. Per tutti superare questo ultimo difficile esame sembra essere un problema, perché, ci dicono Nico e Giuseppe, entrambi al primo fuori corso, «il professore applica la regola del salto d’appello, vale a dire che, se non superi l’esame, non puoi rifarlo all’appello successivo ma devi aspettare almeno altri quattro o cinque mesi. Ciò significa che devi ripagare le tasse universitarie. E mille euro per un esame non sono pochi».
Sistemata fuori dal campus di via dei Vestini, nella sede del Ciapi, Scienze motorie appare un po’ isolata dal resto dell’università. Sarà per questo che qualche studente dice di sentirsi «tra gli studenti di serie B». Un’affermazione che desta stupore, se si pensa che la facoltà era nata nel 2000 come “fiore all’occhiello” dell’ateneo. Sin da subito ha fatto il boom di iscrizioni e aveva attirato docenti di grande fama, come Sara Simeoni e il compianto Pietro Mennea. Nel 2014, però, lo strappo tra ateneo e Cus ha assestato un bel colpo al corso di laurea, soprattutto per quanto riguarda lo svolgimento dei tirocini. Una volta i tirocini si facevano nelle strutture del Cus, ora invece si deve ricorrere a impianti fuori città, a Città Sant’Angelo, Cepagatti e San Giovanni Teatino. Adesso pare che gli studenti si siano abituati ad andare fuori Chieti (sebbene il problema per i fuorisede che non hanno mezzi propri non sia di poco conto).
Ma all’epoca in 411 firmarono una petizione e la inviarono proprio al ministro Giannini che si era insediata da pochi giorni. Chissà se il ministro il 2 febbraio se ne ricorderà.

